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mercoledì 8 marzo 2017

24/02/2017- Scissione duro colpo ma andiamo avanti

INTERVENTO POST ASSEMBLEA NAZIONALE PD – SCISSIONE DURO COLPO MA IL PD VA AVANTI, TORNIAMO A PARLARE DEI PROBLEMI DI TUTTI I GIORNI.

con Giulia Piroli, Roberto Reggi e Katia Tarasconi a Roma


Domenica con i piacentini Giulia Piroli, Katia Tarasconi e Roberto Reggi ho avuto la possibilità di assistere all'Assemblea Nazionale del Pd. L’Incontro è stato molto partecipato: più di 700 delegati presenti e parecchi amministratori hanno voluto vedere coi propri occhi quello che sarebbe potuto succedere di lì a poco; nell’aria si respirava un clima di preoccupazione ed ansia.
Dopo la relazione del segretario Matteo Renzi e la replica di Guglielmo Epifani, gli interventi successivi sono andati nella direzione di cercare di scongiurare lo strappo.
Fra questi Gianni Cuperlo ha citato il “chicken game”, la corsa suicida di “Gioventù bruciata”, dove il protagonista James Deen e il suo rivale si lanciano la “sfida senza pareggio” e con le loro macchine si dirigono a tutta velocità verso un dirupo. Vince chi esce dalla macchina per ultimo.
Una clip perfetta per testimoniare quanto sta accadendo e che il semplice iscritto/militante democratico fatica a capire.
Walter Veltroni, primo segretario del Pd nonché vittima delle guerre intestine del partito, è tornato a parlare chiedendo a tutti i dirigenti di fermarsi prima che possa avvenire una scissione. Perché separarsi, come è avvenuto fin troppe volte nella storia della sinistra italiana, ha fatto felici solo gli avversari.  
Tuttavia gli appelli susseguitisi durante l’arco della giornata non sono serviti a far rientrare la fronda ed ora occorre necessariamente prenderne atto iniziando una nuova storia con il Pd protagonista. Inutile cercare di attribuire colpe a questo o quell’altro, le conseguenze sono intuitive: se questo Partito è nato per unire le culture riformiste e un pezzo di sinistra viene persa per strada è un momento di grande dolore e amarezza, ma c’è anche chi vuole continuare a far sentire la sua voce all’interno del partito.
Soprattutto in una fase storica come questa con conseguenze devastanti dal punto di vista sociale, una fase storica che va portando più tecnologia ma contemporaneamente distrugge lavoro, bisognerà mettere in campo misure riguardanti la povertà e una strategia a lungo termine sull’inclusione sociale.
Noi inteso come comunità dovremmo discutere di ciò, guardare alle esperienze di altri Stati Europei e cercare soluzioni. Altrimenti sarà il trionfo di Grillo e del populismo di destra.  Avviamo al più presto un percorso che parli di come vorremmo l’Italia e come potremmo cambiarla nei prossimi 15-20 anni.


ANDREA FOSSATI

domenica 31 marzo 2013

28/03/2013 - La Retitudine 11: analisi, spunti e riflessioni su M5S, PD e due parole su Ingroia


Sabato e domenica scorsi si è tenuto ad Acquasparta (TR) uno dei periodici incontri de LA RETE 2018, associazione nata grazie alla volontà del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, già fondatore nel 1991 del “Movimento per la democrazia – La Rete”, con finalità ben precise: “lievito culturale” e “sintesi politica”, senza il livello di rappresentanza istituzionale, dove l’ascolto e la partecipazione sono la vera rivoluzione. (i contributi de LA RETE 2018 possono essere consultati sul sito: www.laretitudine.net )

L’occasione è stata utile per esaminare il quadro politico dopo le elezioni di fine febbraio, con particolare riferimento al risultato del M5S e al conseguente atteggiamento di responsabilità del PD, manifestatosi già con gli 8 punti programmatici lanciati da Bersani  e successivamente con la candidature a Presidenti di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso, accantonando scelte squisitamente partitiche ventilate prima delle elezioni.

Un cambio di linea apprezzabile che può riaprire il dialogo con i cittadini, le associazioni e i movimenti; con chi in altre parole si dice oggi scontento della politica. Naturalmente il suddetto modus operandi deve rappresentare un punto di partenza, da cogliere come opportunità per costruire una visione politica d’insieme mancata fino ad oggi (e mancata totalmente in questa Seconda Repubblica).

La domanda di cambiamento che chiedono i cittadini deve partire proprio dai partiti, che in crisi di consenso e credibilità (il Pdl ha perso più di 6 milioni di voti rispetto al 2008, il Pd circa 4) hanno l’obbligo di riformarsi con una legge del “metodo democratico” che garantisca selezione fin dal basso, maggiore partecipazione, dando così piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione Repubblicana. Altre semplici proposte sono l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e il cambio delle legge elettorale per ridare in mano ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti.

Dai partiti occorre altresì una stagione di netta discontinuità ed il M5S può  fungere in tal senso da grimaldello per l’attuazione di provvedimenti da troppo tempo rimasti nei cassetti: lotta ai  conflitti d’interesse, all’evasione, alla corruzione, alle mafie. Vi è quindi un’esortazione al movimento di Grillo affinché ponga le sue condizioni per far nascere un Governo.

Questa situazione di stallo in conclusione dev’essere un’opportunità per trovare le soluzioni mirate ad uscire dalla crisi economica, sociale, istituzionale che viviamo.

Agli incontri del LA RETE 2018 hanno partecipato molti iscritti ed esponenti dell’Idv, quali l’europarlamentare Niccolò Rinaldi, lo stesso Orlando oltre ad Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione Civile.

Insieme a loro si sono potute analizzare le criticità del progetto politico di RC, più con riferimento al metodo (unione di sigle troppo distanti ideologicamente fra loro) ed ai tempi piuttosto che alla proposta politica vera e propria.

Due parole le volevo spendere su Antonio Ingroia al quale va dato onore e merito di essersi buttato anima e corpo in quest’avventura politica.  E soprattutto di averci messo la faccia, tenendo la schiena dritta, con la consapevolezza di aver lottato  per delle cause giuste. 
Se sbagli ma sei un uomo libero puoi ammettere l’errore e ricominciare daccapo.
In Italia l’attuazione di queste parole rimane molto difficile, d’altronde viviamo in un Paese fondato sul ricatto, sul compromesso, dove vale il vecchio adagio “scherza coi fanti ma lascia stare i santi”. A lui pertanto va sincera gratitudine con l’auspicio che la sua figura possa essere valorizzata come merita.

ANDREA FOSSATI