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martedì 10 luglio 2012

11/07/2012 - Legge elettorale: punto fermo restituire centralità agli elettori



Partorito dalla mente del leghista Roberto Calderoli sul finire del 2005, l'attuale sistema elettorale fatto esclusivamente di liste bloccate -meglio conosciuto come "porcellum"- è ancora protagonista del dibattito politico di questi giorni.

In soldoni tutti i partiti che siedono in Parlamento parlano di un suo superamento ma i modelli in discussione sono troppi e vari perchè si arrivi ad un accordo condiviso. A dir la verità tutto questo bailame paroleccio sembra essere nella maggior parte dei casi strumentale dato che, tirando le somme, a quasi tutte le formazioni politiche starebbe bene un sistema che garantisce l'elezione dei parlamentari sulle base di graduatorie decise da loro stessi.

Unica iniziativa concreta per liberarsi della porcata fu la raccolta di firme pro referendum in favore del ritorno ai collegi uninominali. Partita dai referendari, da Idv e Sel, la raccolta vide poi l'adesione del Pd, Fli e di singoli esponenti di altri partiti; tuttavia l'oltre 1.200.000 firme furono spazzate via dalla Consulta perchè fosse passato il referendum ci saremmo trovati in una situazione di vuoto normativo.

In questa prima parte del 2012 si sono poi susseguiti appelli su appelli del Presidente Napolitano con esortazione dei partiti affinchè trovassero un accordo per cambiare la suddetta legge. L'ultimo del 9 luglio, quando il Capo dello Stato ha alzato il tiro chiedendo una decisione a maggioranza del Parlamento.

Parole condivisibili, da prendere in considerazione per sfornare un sistema elettorale degno di questo nome evitando di usarle come scusa elaborando in fretta e furia, magari sottobanco, un "rimedio peggiore del male".

L'obiettivo primario deve restare la restituzione della centralità agli elettori, mantenendo l'indicazione primaria del candidato premier e della coalizione che lo sostiene. Un buon punto di partenza sostenuto dallo stesso Di Pietro sarebbe prendere in considerazione quel 1.200.000 firme raccolte un anno fa.

Andrea Fossati - Idv Piacenza

martedì 15 maggio 2012

15/05/2012 - Le buone intenzioni non bastano più


E' di oggi l'ennesimo appello del Presidente della Repubblica affinchè il Parlamento licenzi una nuova legge elettorale, considerata da Napolitano "nodo essenziale da sciogliere...assolutamente ineludibile". Tornare al voto con il Porcellum sarebbe infatti un'ipotesi disastrosa per già abbondantemente compromessa credibilità dei partiti e avrebbe effetti negativi a livello internazionale.

Eppure sembra incredibile anche solo pensare che la legge fatta su misura dal centrodestra e per il centrodestra nel dicembre 2005 al fine di evitargli la sconfitta elettorale sia ancora viva e vegeta fra noi. Nessuno la vuole ma tutti, chi più chi meno, se la tengono, con la lodevole eccezione dei promotori (l'Idv, Sel, I Democratici e il Pli e altre piccole sigle a cui vanno aggiunti esponenti sparsi del Pd fra cui Parisi) del referendum abrogativo contro la legge bocciato dalla Consulta.

Perchè il problema sostanziale è passare dalla parole ai fatti, dalle promesse alla concretezza, così come sul tema del "rimborso elettorale", dove Idv ha raccolto 200.000 firme per una legge d'iniziativa popolare che mira ad eliminarlo completamente di cui si dovrà tener conto, rinunciando altresì all'ultima rata del rimborso per le politiche del 2008.

Un altro esempio è rappresentato dal Ddl anticorruzione, ostacolato in tutti i modi dai residuati dei Berluscones e nonostante questo tipo di reati ed i suoi affini ci costino ogni anno 60 miliardi di euro, pari ad una finanziaria lacrime e sangue.

Occorre quindi uno scatto d'orgoglio per far uscire l'Italia dalla palude. Pd-Idv-Sel (con dosi di civismo) è l'alleanza più naturale possibile che pure nei Comuni italiani chiamati al voto ha dato buoni frutti, risultato di anni di (buon) governo locale. Ripeterla a livello nazionale non è impossibile, cominciamo subito a costruire un progetto d'alternativa. Se non ora, quando ?

Andrea Fossati