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giovedì 30 marzo 2017

30/03/2017 - Disponibile il materiale della Mozione Orlando


Disponibile il materiale della Mozione per Andrea Orlando Segretario. Nell'ordine ho caricato su Drive:

-Mozione Orlando definitiva (27 pagine)
-Sintesi Mozione Orlando (16 slide)
-Volantino in 10 punti
-Sintesi Mozione da leggere in convenzione (6 pagine)
-Vademecun per convenzioni provinciali

Buon congresso a tutti !!

domenica 31 marzo 2013

28/03/2013 - La Retitudine 11: analisi, spunti e riflessioni su M5S, PD e due parole su Ingroia


Sabato e domenica scorsi si è tenuto ad Acquasparta (TR) uno dei periodici incontri de LA RETE 2018, associazione nata grazie alla volontà del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, già fondatore nel 1991 del “Movimento per la democrazia – La Rete”, con finalità ben precise: “lievito culturale” e “sintesi politica”, senza il livello di rappresentanza istituzionale, dove l’ascolto e la partecipazione sono la vera rivoluzione. (i contributi de LA RETE 2018 possono essere consultati sul sito: www.laretitudine.net )

L’occasione è stata utile per esaminare il quadro politico dopo le elezioni di fine febbraio, con particolare riferimento al risultato del M5S e al conseguente atteggiamento di responsabilità del PD, manifestatosi già con gli 8 punti programmatici lanciati da Bersani  e successivamente con la candidature a Presidenti di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso, accantonando scelte squisitamente partitiche ventilate prima delle elezioni.

Un cambio di linea apprezzabile che può riaprire il dialogo con i cittadini, le associazioni e i movimenti; con chi in altre parole si dice oggi scontento della politica. Naturalmente il suddetto modus operandi deve rappresentare un punto di partenza, da cogliere come opportunità per costruire una visione politica d’insieme mancata fino ad oggi (e mancata totalmente in questa Seconda Repubblica).

La domanda di cambiamento che chiedono i cittadini deve partire proprio dai partiti, che in crisi di consenso e credibilità (il Pdl ha perso più di 6 milioni di voti rispetto al 2008, il Pd circa 4) hanno l’obbligo di riformarsi con una legge del “metodo democratico” che garantisca selezione fin dal basso, maggiore partecipazione, dando così piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione Repubblicana. Altre semplici proposte sono l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e il cambio delle legge elettorale per ridare in mano ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti.

Dai partiti occorre altresì una stagione di netta discontinuità ed il M5S può  fungere in tal senso da grimaldello per l’attuazione di provvedimenti da troppo tempo rimasti nei cassetti: lotta ai  conflitti d’interesse, all’evasione, alla corruzione, alle mafie. Vi è quindi un’esortazione al movimento di Grillo affinché ponga le sue condizioni per far nascere un Governo.

Questa situazione di stallo in conclusione dev’essere un’opportunità per trovare le soluzioni mirate ad uscire dalla crisi economica, sociale, istituzionale che viviamo.

Agli incontri del LA RETE 2018 hanno partecipato molti iscritti ed esponenti dell’Idv, quali l’europarlamentare Niccolò Rinaldi, lo stesso Orlando oltre ad Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione Civile.

Insieme a loro si sono potute analizzare le criticità del progetto politico di RC, più con riferimento al metodo (unione di sigle troppo distanti ideologicamente fra loro) ed ai tempi piuttosto che alla proposta politica vera e propria.

Due parole le volevo spendere su Antonio Ingroia al quale va dato onore e merito di essersi buttato anima e corpo in quest’avventura politica.  E soprattutto di averci messo la faccia, tenendo la schiena dritta, con la consapevolezza di aver lottato  per delle cause giuste. 
Se sbagli ma sei un uomo libero puoi ammettere l’errore e ricominciare daccapo.
In Italia l’attuazione di queste parole rimane molto difficile, d’altronde viviamo in un Paese fondato sul ricatto, sul compromesso, dove vale il vecchio adagio “scherza coi fanti ma lascia stare i santi”. A lui pertanto va sincera gratitudine con l’auspicio che la sua figura possa essere valorizzata come merita.

ANDREA FOSSATI

venerdì 25 maggio 2012

25/05/2012 - La sfida che il centrosinistra deve fare sua: riportare al voto gli astenuti e arginare il fenomeno 5 Stelle




Di seguito alcuni riflessioni sul voto amministrativo considerato il risultato di Piacenza e degli altri principali comuni capoluogo. 

1) E' sotto gli occhi di tutti i cittadini l’implosione del centrodestra, sia sul versante Pdl che  su quello leghista;  un’ emorragia di consensi che li porta lontano dai fasti delle passate tornate elettorali.  Colpa da attribuire agli  scandali venuti a galla a tutti i livelli, pur considerando che alla base di questa sconfitta c’è stata l’incapacità di rispondere alle necessità del Paese (soprattutto sul versante economico) ed una buona dose d’incoerenza nelle scelte squisitamente politiche. A Piacenza abbiamo l’esempio lampante: in Provincia Pdl-Lega Nord e Udc governano insieme mentre per entrare a Palazzo Mercanti si sono presentati ognuno con un proprio candidato e tutti contro tutti;

    2) Il centrosinistra può dirsi sì soddisfatto dell’esito delle urne, specialmente, dati alla mano, dov’era presente l’alleanza Pd-Idv-Sel, ma ora bisogna interrogarsi sul dato relativo all’astensione e sull’exploit del movimento di Beppe Grillo. Certa è la conferma e la riconquista di numerosi comuni italiani con il determinante apporto di candidati credibili da un lato (Orlando a Palermo è l’esempio lampante ma troviamo anche Doria a Genova e lo stesso Dosi) e con  liste non contraddistinte da connotati politici  capaci di raccogliere percentuali a due cifre dall’altro. Nel nostro capoluogo “I Moderati”, progetto inizialmente nato in quel di Torino come movimento d’ispirazione centrista e liberale, ha fatto la parte del leone bissando il successo della lista dei “Per Piacenza con Reggi” del 2007. Il leitmotiv della “rete” di cittadini uniti a Paolo Dosi che hanno messo a disposizione le loro competenze interpretando il mandato politico come un servizio alla collettività è risultato vincente. Una formula da poter ripetere alle prossime politiche con la definizione fin da subito di un programma basato su pochi e ben delineati punti programmatici;

      3) In mezzo ai due poli troviamo la realtà dei 5 Stelle di Beppe Grillo che entrano nella storia avendo conquistato la vicina Parma e attestandosi intorno al 10% in molti Comuni fra cui pure Piacenza.  Diamo per acclarato che il voto 5 Stelle non rappresenta  un rifiuto alla politica quanto agli stessi tradizionali partiti non in grado di riformare e riformarsi. Particolare a sostegno della tesi sono le preferenze prese dai stessi candidati a 5 Stelle, sempre di parecchio inferiori al voto  di simbolo, ergo è premiata in linea di massima la richiesta di cambiamento di cui lo stesso movimento si fa carico;

      4) L’alta percentuale di non votanti: a Piacenza si è astenuto quasi un elettore su due, trend verificatosi più o meno in tutti i comuni dove si è andati alle urne. Una disaffezione attesa e comprensibile che fa il paio con chi ha scelto di affidarsi al M5S, delusi da una politica autoreferenziale incapace di decidere;

    5) Ed allora per far in modo che le formazioni politiche riacquisiscano credibilità è necessario che vengano datisegnali ai cittadini: scelta di facce credibili che interpretino la politica come un servizio, percorsi all’insegna della meritocrazia interna a tutti i livelli, proposte concrete su come uscire dalla crisi (a cui aggiungere le riforme indispensabili per la tenuta del Paese). E’ questo lo scatto necessario che arginerebbe l’astensionismo e restituirebbe consenso alle formazioni politiche. 

       Una sfida che il centrosinistra deve fare sua.

Andrea Fossati