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giovedì 10 giugno 2021

10/06/2021 - La fine della pandemia occasione per una rinascita della nostra Repubblica




La fine della pandemia occasione per una rinascita della nostra Repubblica

Tante sono state le difficoltà in questi mesi di pandemia. Gli imprenditori e in generale i titolari di un’attività hanno fatto sforzi immani per poter lavorare coprendo a malapena i costi e contando su ristori molto bassi o addirittura inesistenti. I lavoratori meno fortunati hanno dovuto aspettare mesi prima di ricevere la cassa integrazione. La rete del volontariato ha retto pur con un aumento esponenziale delle richieste di aiuto. 

Certo è innegabile che le differenze sociali siano accresciute. Chi se lo poteva permettere bene o male ha continuato a fare la vita di prima ma per molti la chiusura forzata si è rivelata un inferno. Basti pensare che “il rapporto su povertà ed esclusione sociale” della Caritas 2020, sulla base dei dati raccolti nei centri d’ascolto, stima l’incidenza dei nuovi poveri in crescita dal 31% al 45%. Di fatto molti dichiarano d’aver subito una riduzione del reddito familiare, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; per il 15 per cento il calo è di oltre la metà del reddito complessivo. 

Criticità forti si sono manifestati anche nel settore dell’istruzione con la didattica a distanza, uno strumento da coltivare ma a cui si è arrivati a freddo, sia perché le famiglie non avevano pc o smartphone sufficienti, sia perché si è dato per scontato che tutti avessero una connessione internet. E per i genitori la chiusura delle scuole ha significato un carico di responsabilità ulteriore che, unito alle difficoltà economiche, nei casi estremi ha portato a stati d’ansia o depressione. 

Legato a queste considerazioni c’è il tema del calo delle nascite, cosiddetto “inverno demografico”, che sta portando ad un progressivo invecchiamento della società e ad una sproporzione fra il numero degli anziani e quello dei giovani presenti nel Paese (tendenzialmente anche in Europa con eccezione della Francia). I fattori d’influenza sono molteplici, ma le condizioni di vita e lavoro non sono incentivanti ne motivanti a metter su famiglia, e chi decide di farlo è costretto a fare i salti mortali. Il clima generale che si respira oggi è di sfiducia e questo porta in molti casi alla rinuncia o a scegliere di fermarsi dopo il primo figlio. 

L’assegno unico che partirà dal 1 luglio, uscendo dalla logica categoriale per cui solo i lavoratori dipendenti (con basso reddito) si vedono riconosciuto il costo del figlio, è sicuramente un passo avanti, ma se manca una prospettiva è difficile uscire dallo stallo demografico. 

In conclusione la pandemia ha modificato i nostri comportamenti, ha seminato morti e paure, ma può essere l’occasione storica per ricominciare. Proprio come 75 anni fa. 

Ripartendo dai temi più urgenti: lavori e giovani; aiuto agli imprenditori, artigiani e commercianti, fra i più colpiti dalla crisi e contrasto al cosiddetto “inverno demografico”. Tutti temi strutturali che sono sul tavolo della politica da anni e per i quali la crisi innescata dalla pandemia ne ha accelerato l’esame e la richiesta di cambiamento. 

Andrea Fossati 


intervento pubblicato su libertà del 10/06/2021

10/05/2021 - La sicurezza del lavoro una priorità 365 giorni l'anno

Bruno Galvani che organizzò nel 2009 l'iniziativa 1140 croci bianche

pubblicato su libertà il 10/05/2021

A Piacenza, nel 2009, grazie alla splendida iniziativa di Anmil di cui Bruno Galvani era presidente, 1140 croci bianche furono piantate nel vallo delle Mura per ricordare le vittime degli incidenti sui posti di lavoro. Oggi, che a colpire invece più dei numeri sono le storie, è la
morte di Luana d’Orazio, la mamma ventiduenne che ha perso la vita in una fabbrica tessile in provincia di Prato, a riaccendere i riflettori sul tema delle morti bianche. Ma se l’indignazione dell’opinione pubblica da un lato resta alta, dall’altro sono le soluzioni al problema a rimanere, purtroppo, ancora insufficienti. Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti uno dei pilastri sui quali non può non reggersi una società che si definisce progredita, moderna, civile. 

Nel 2O21 subire un infortunio invalidante o, peggio ancora, perdere la vita mentre si sta svolgendo il proprio lavoro non può essere più considerato accettabile. Ci sono morti che avvengono perché la sicurezza dei lavoratori non è considerata prioritaria, oppure perché
i lavoratori non sono formati in modo adeguato sui rischi che corrono. Oppure ancora perché rischiano per andare il più veloce possibile, in un mondo del lavoro che costringe sempre più al precariato e alla ricattabilità. 

Soprattutto, morti che avvengono perché mancano i controlli. In Italia, oggi, ci sono 3 mila ispettori per controllare 3 milioni di aziende. Un ispettore ogni mille. La Corte dei conti ha
certificato che nel 2019, con questa forza-lavoro a disposizione, sono state controllate solo lo 0,48% delle aziende in Italia. 

E’ un dato che dovrebbe far balzare dalla sedia, e che certifica una carenza evidente, funzionale a creare terreno fertile per favorire (invece di limitare) irregolarità procedurali e situazioni al limite. 

È ora di voltare pagina e di istituire un potere di controllo capillare e diffuso che possa veramente fungere da deterrente a chi mette la sicurezza dei lavoratori a repentaglio, privilegiando i propri interessi. Il Recovery Fund sarà lo strumento principale per ripartire dal punto di vista economico. Ma per farlo bene, occorrerà anche vigilare meglio, con più ispettori, maggiori competenze e rinnovati margini di manovra per chi controlla. Non perdiamo questa occasione per rimettere salute e sicurezza al primo posto.

giovedì 1 aprile 2021

01/04/2021 - Riflessioni sul riconoscimento del Centro Islamico come moschea


Riflessioni sul riconoscimento del Centro Islamico come moschea

In questi giorni la polemica su quella che sarà di fatto la nuova moschea ha raggiunto picchi surreali. Eppure poter pregare il proprio Dio dovrebbe essere un diritto fondamentale e si fatica a comprendere quale riluttanza potrebbe esserci nel riconoscerlo formalmente, chiamando con il proprio nome una realtà che a Piacenza esiste già da oltre un decennio.

Non nascondo che rileggendo Libertà partendo dalle prime fasi della querelle lo smarrimento aumenta: dapprima la Lega attacca Fdi e l’Assessore Opizzi rea di non aver stoppato la pratica (a proposito, il partito di Salvini dov’era in questi ultimi quattro anni di governo della città ?); successivamente la Opizzi passa da una posizione apprezzabile (“non avrei mai potuto avere un ruolo fondamentale in questo percorso”) alla divulgazione a mezzo stampa di una lettera inviata ai funzionari comunali nella quale chiede ulteriori verifiche e chiarimenti con una tempistica allarmante, dato che l’iter si è concluso positivamente nel marzo 2021.

Se la difesa dell’amministrazione ricade sul dover di legalità e trasparenza, e questo nessuno lo pone in discussione, allora per lo stesso motivo si sgombri il campo da equivoci e si dia risposta alle sei domande che l’opposizione ha posto all’Assessore Opizzi.

Un altro argomento utilizzato dai detrattori della moschea è quello relativo alle presunte derive terroristiche. L’On. Foti ha toccato il punto nell’intervista del 28 marzo u.s. citando quanto sta accadendo in Francia. Tuttavia occorrerebbe contestualizzare l’opera di controlli che il Paese transalpino ha messo in campo per contrastare l’estremismo islamico, in particolare quello connesso al movimento turco Visione Nazionale, braccio armato di Ankara. Il fondamentalismo è certamente una minaccia per l’Europa e va combattuto con forza, ma su un tema così delicato, Foti avrebbe dovuto, con maggior senso di responsabilità, rimarcare la distanza tra quel contesto e il nostro, di certo non esposto agli stessi rischi.

Apprezzabile, infine, l’intervento del Vescovo Monsignor Cevolotto che ha sostenuto come sia importante accogliere gli immigrati riconoscendone anche il diritto a un credo religioso altro, senza scadere nell’utilitarismo: sono persone, prima ancora che forza lavoro. Non dimentichiamolo.

La pandemia ci dovrebbe unire nella solidarietà, indipendentemente dalla religione.

ANDREA FOSSATI

venerdì 7 febbraio 2020

07/02/2020 - Considerazioni riguardanti il dibattito promosso da Libertà sul tema immigrazione – odio vera emergenza


Leggendo l’intervista all’Assessore Zandonella (libertà 04-02-2020) sul tema immigrazione si possono trovare spunti di riflessione per una discussione aperta.
La frase che mi ha fatto riflettere maggiormente è sul finire del pezzo, dove l’Assessore in buona sostanza afferma che no, non si possono definire piacentini coloro che non hanno qui le proprie radici, anche se da anni hanno scelto di vivere e lavorare sul territorio. In questa frase si ravvisa la vera chiusura, la visione dell’immigrato come una minaccia da scongiurare.
La vera svolta dal punto di vista culturale sarebbe nel dire che a Piacenza non ci sono stranieri, perché chi ha scelto di viverci fa parte della stessa comunità. Certamente i problemi esistono, l’integrazione è tutt’altro che scontata, per incanalarla sui binari giusti servono politiche che la favoriscano, abbandonando gli slogan volti unicamente a gettare benzina sul fuoco. Gli episodi d’intolleranza e odio frutto di queste logiche sono si una vera emergenza.
Altro aspetto fondamentale è la connessione dei migranti con il mondo del lavoro: in buona parte, sono manodopera ad oggi ancora fondamentale che – in loro assenza o indisponibilità – nessuno assicurerebbe (vedi servizi, logistica ed edilizia). Le prime generazioni soffrono questo gap in particolare, e per poter integrarsi, crescere i figli, accettano di buon grado lavori umili. E comunque il lavoro stesso è da considerarsi perno del processo d’integrazione: nel contesto stesso si possono apprendere regole, abitudini e anche la lingua.
Il muro psicologico che cita l’Assessore è rappresentato dalla strategia attuata dal suo stesso leader, d’altronde la lega è il partito che si guarda bene dal partecipare alle riunioni per modificare il trattato di Dublino (invito chi non lo avesse fatto a vedere il video di Elly Schlein e Salvini), sostanzialmente perché vuole che il sistema resti com’è, potendo usare i migranti come mezzo di propaganda. Ed è sempre la lega che con il primo decreto sicurezza ha abolito la protezione umanitaria e di fatto aumentato il numero di irregolari in Italia. In pratica tutti coloro che non avevano il permesso umanitario in base al decreto sono stati -di fatto- messi in strada e quindi si sono riversati nelle piazze, nelle strade e nelle stazioni.
In Italia e in Europa c’è invece bisogno di una svolta in tema politiche d’immigrazione; le scelte dovranno essere nette, tenendo insieme sicurezza e solidarietà, accoglienza e rispetto delle regole, diritti e doveri. Saranno per questo fondamentali gli accordi coi Paesi di provenienza per filtrare le partenze e agevolare i rimpatri.
In conclusione mi rifaccio all’espressione della Ministra dell’Interno Lamorgese che ha detto “dobbiamo occuparci d’immigrazione rinunciando all’emozione”, vale a dire non facciamoci prendere dagli estremismi da ambo i lati. 

venerdì 5 luglio 2019

05/07/2019 - Caso Caruso - l'autosufficienza della maggioranza

La prima pagine di libertà del 26 giugno 2019

Quanto accaduto nell’ultima settimana ha aperto uno squarcio nella nostra città. In pratica ci credevamo un territorio immune dalle infiltrazioni mafiose, con anticorpi sufficienti; “Piacenza è la classica isola felice” è la frase che molti di noi ripetevano spesso, riducendo a episodi isolati le avvisaglie che ci sono già state anni addietro (il ricordo dell’operazione Grande Drago avvenuta a Castelvetro è ancora fresco).
Leggere quindi su Libertà di mercoledì 26 giugno u.s. dell’arresto e del modus operandi dell’ex Presidente del Consiglio Comunale nei summit con la famiglia ndranghetista dei Grande Aracri è stato un fulmine a ciel sereno, tanto che il Gip ha affermato come lo stesso Caruso abbia avuto “un ruolo non secondario nella consorteria”.
Da un’analisi dell’accaduto il primo pensiero che viene alla mente è cosa possiamo fare affinché situazioni del genere non si ripetano?  Nessuna intenzione di accusare questo o quell’altro, di fare di tutta l’erba un fascio. In primis occorre un’assunzione di responsabilità da parte della politica tutta che si faccia promotrice di un percorso condiviso per contrastare il fenomeno mafioso.
Seguendo in streaming l’ultimo Consiglio Comunale ci sono stati interventi apprezzabili, perché va da sé, dopo quanto successo occorre lasciare da parte ogni certezza e attivare tutti gli anticorpi necessari per respingere gli assalti di organizzazioni che vengono sul nostro territorio con il volto insospettabile di chi promette aiuti se sei in difficoltà, stringe relazioni e carpisce la nostra fiducia.
Alla luce di quanto detto sopra mi hanno stupito gli attacchi di alcuni consiglieri di maggioranza, come se non ci fosse da parte loro presa di coscienza della situazione ma soltanto una volontà di rimozione dell’accaduto. Ed essendo la miglior difesa l’attacco sono partite verso la minoranza accuse di strumentalizzazione e addirittura minacce di gravi conseguenze in ordine giudiziario a non meglio precisati detrattori. Vien da dire che la reazione straordinaria (auspicata dal Consigliere Giardino) non c’è stata, l’autosufficienza davanti ad un nemico così grande è sbagliata, non limitandoci allo sdegno davanti all’evidenza.
La legalità va promossa sempre, secondo tradizione Democratica e da Stato di Diritto, vigilando e denunciando attraverso le costituzione di organismi competenti, facendo ognuno, che sia partito, associazione, o semplici cittadini, la propria parte.

Andrea Fossati


lunedì 12 febbraio 2018

10/02/2018 - Il Pd: condanna per i violenti, solidarietà alle forze dell’ordine.

Comunicato stampa del PD PIACENTINO dopo i disordini avvenuti durante la manifestazione di sabato pomeriggio 10 febbraio u.s.

Gli incidenti di sabato pomeriggio 


Gli incidenti di oggi pomeriggio sono di inaudita gravità, hanno colpito una città tranquilla costringendo persone inermi come mamme con bambini e anziani a mettersi al riparo terrorizzati da quanto stava succedendo. . Quello che si temeva è purtroppo successo. Le dichiarazioni violente di alcuni esponenti dei movimenti antidemocratici dei giorni scorsi si sono trasformate in una violenza reale. Il Pd condanna chi ha voluto trasformare un’occasione di testimonianza per la democrazia e l’antifascismo in una bagarre dove è impossibile distinguere le differenze tra estremismi. Di qualunque colore si voglia fregiare la violenza è sempre un attacco alla democrazia, alla libertà e alla nostra Cosituzione.

A maggior ragione ci riconosciamo nell’iniziativa pacifica e ordinata che si è svolta al mattino grazie ad ANPI e alla quale abbiamo aderito insieme alle molte altre organizzazioni e associazioni come i sindacati confederali Cgil, CISL e Uil e i partigiani cristiani. Il nostro plauso e la nostra solidarietà va alle forze dell’ordine impegnate a contenere i violenti, in particolare a chi, nell’esercizio della sua funzione come anche i giornalisti, è rimasto vittima di pestaggio. La violenza ha una sola matrice, quella contraria alla democrazia, un solo sentimento quello della paura, una sola conseguenza quella di restringere la libertà di ognuno di noi.

lunedì 19 giugno 2017

19/06/2017 - Ad una settimana dal ballottaggio Rizzi-Barbieri: i primi endorsement



Mancano ormai pochi giorni al ballottaggio fra Paolo Rizzi e Patrizia Barbieri: si voterà infatti domenica 25 giugno dalle 7 alle 23.

La prima notizia di oggi è che non ci sarà alcun apparentamento ed entrambi  i candidati avranno sulla scheda solo i simboli delle liste che li hanno sostenuti al primo turno.

In secondo luogo si registrano le prime dichiarazioni di voto a favore di Paolo Rizzi: Gianluca Zilocchi, segretario CGIL di Piacenza, invita il centrosinistra a riunirsi, mentre Marco Mazzoli, prof. di Economia all'Università di Genova e convinto sostenitore di Luigi Rabuffi al primo turno, punta ora "sull'onestà, la rettitudine morale e l'umiltà di Rizzi", invitando i piacentini a sceglierlo in questa seconda tornata. 

Cito anche Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e coordinatore nazionale dei piccoli comuni Anci, che lascia sulla sua pagina Facebook alcune considerazioni a seguito della bagarre scatenatasi in Senato durante la discussione sullo Ius soli:
"Al senato spintoni e insulti leghisti alla Ministra dell'Istruzione.. fuori dal senato casa pound.. Populismo e fascismo vanno fermati.. Per questo chiedo a tutti i miei amici di Piacenza di andare a votare il 25 giugno per Paolo Rizzi.. Il PD ha sbagliato su molti temi.. ma difronte alla possibilità di cedere la città alla lega e a Foti.. bisogna fare delle scelte .. anche etiche e di schieramento ideologico.. Non possiamo permetterci una città chiusa.. oscurantistica.. egoista e demagogica. . Piacenza merita una guida progressista.. un futuro di solidarietà.... e di libertà personali.. Dobbiamo resistere.. e votare Rizzi.. senza indugi".

venerdì 31 marzo 2017

31/03/2017 - La sfida del congresso. In campo i renziani e gli orlandiani piacentini.

Libertà dell'11 marzo ha pubblicato la notizia della costituzione dei comitati a sostegno di Matteo Renzi ed Andrea Orlando in vista delle primarie che si terranno il 30 aprile. L'articolo è visibile cliccando sull'immagine sottostante. 


giovedì 30 marzo 2017

30/03/2017 - Disponibile il materiale della Mozione Orlando


Disponibile il materiale della Mozione per Andrea Orlando Segretario. Nell'ordine ho caricato su Drive:

-Mozione Orlando definitiva (27 pagine)
-Sintesi Mozione Orlando (16 slide)
-Volantino in 10 punti
-Sintesi Mozione da leggere in convenzione (6 pagine)
-Vademecun per convenzioni provinciali

Buon congresso a tutti !!

mercoledì 8 marzo 2017

08/03/2017 - Nasce la mozione Orlando a Piacenza


Ecco l'articolo pubblicato su Libertà dell'8 marzo 2017. Cliccando sull'immagine è possibile ingrandirlo.


venerdì 3 giugno 2016

02/06/2016 - Intervento sulla Riforma della Costituzione – analisi degli aspetti fondamentali


pubblicato da libertà il 02/06/2016.




Basta un sì. Con questo slogan è stata presentata dal PD la campagna che porterà gli italiani ad approvare o meno la Riforma Costituzionale col referendum che si terrà il prossimo ottobre.
Un processo di cambiamento atteso da molti anni su cui il premier Matteo Renzi ha scommesso l’intera carriera politica; dapprima con un approccio mirato a personalizzare il contesto, ora più saggiamente concentrandosi sui contenuti.
Uno scontro frontale, un muro contro muro ora non avrebbe avuto alcun senso date anche le preoccupazioni e la disillusione verso la politica che nutrono tanti italiani. Meglio allora dire che c’è di buono nel provvedimento, premettendo che lo stesso è la soluzione modificata e votata dal Parlamento.
L’asse principale della Riforma è il superamento del bicameralismo perfetto. A modificarlo – senza risultato -  ci provarono Massimo D’Alema con la bicamerale, il centrodestra con i “saggi” di Lorenzago, fino ad arrivare alla bozza Violante e alla commissione voluta da Enrico Letta.
Nel merito Palazzo Madama sarà composto da 100 membri con eliminazione di 220 seggi, mentre gli eletti, essendo già consiglieri regionali, non percepiranno alcuna indennità aggiuntiva. Soltanto la Camera voterà la fiducia al Governo ed esaminerà l’80% delle leggi portando ad un complessivo snellimento del processo legislativo.
Riguardo al titolo V verranno ridotte le competenze regionali ed aumentate quelle statali eliminando le materie cosiddette concorrenti; le province saranno sostituite dagli enti di area vasta (nella fattispecie sul nostro territorio c’è stata la firma dell’accordo quadro di collaborazione fra la provincia Parma e quella di Piacenza). Sarà inoltre abolito il Cnel.
Secondo blocco della Riforma è l’Italicum, nuova legge elettorale che bandisce di fatto le coalizioni sostituendole con una lista unica e, se nessuno dei partiti riuscisse a superare il 40% dei voti validi al primo turno, si terrebbe un ballottaggio fra la prima e la seconda lista. In entrambi i casi il premio di maggioranza assegnerà al vincitore 340 seggi. Altra novità sta nel fatto che solamente i capilista dei collegi saranno “bloccati”, cioè sicuri di elezione se la lista otterrà almeno il 3% di voti validi al primo turno, mentre non ci potranno essere più del 60% dei capilista dello stesso sesso. L’Italicum si può condensare in due battute: un vincitore certo ed una maggioranza sicura.
In ultima analisi vi è stato un rafforzamento dell’istituto referendario con l’introduzione del referendum propositivo, ossia la possibilità che ha il potere legislativo di emanare una legge coerente con la volontà popolare.
Questi sono alcuni degli aspetti fondanti della Riforma che andremo a votare nel mese di ottobre.
Dire sì significa sostenere il cambiamento di uno Stato più moderno e funzionante che recuperi rapidità legislativa. Certo il testo è perfettibile, ma un adeguamento della Carta è necessario.
Come hanno detto i quasi 200 costituzionalisti che hanno firmato per il Sì "Nel progetto non c'è forse tutto, ma c'è molto di quel che serve”.


Andrea Fossati 

venerdì 20 maggio 2016

20/05/2016 - Basta un Sì, al Pd di Piacenza presentazione della campagna referendaria

La presentazione della campagna alla sede PD, presente tutto lo stato maggiore del partito.

Stamattina nella sede Pd di via Roma è stata presentata la campagna a favore del "SI'" al Referendum Costituzionale che si terrà il prossimo ottobre.

I punti cardine del provvedimento, spiegati dal segretario Provinciale Loris Caragnano durante la conferenza stampa, garantiranno stabilità e partecipazione con una notevole semplificazione normativa. Nel dettaglio vi sarà una riduzione dei costi della politica (eliminazione di 315 stipendi dei Senatori), il superamento del bicameralismo perfetto, la revisione del riparto delle competenze tra Stato e Regioni, l’eliminazione definitiva delle Province e la soppressione del CNEL.

Sotto il volantino che verrà distribuito ai banchetti che si terranno sul territorio nelle prossime settimane.

Nota a margine: è a disposizione dei cittadini il sito www.bastaunsi.it per qualsiasi delucidazione.


martedì 24 marzo 2015

23/03/2015 - Caso Lupi-Incalza: il Ministro non poteva far altro che presentare le dimissioni. Deve passare il concetto che chi sbaglia va a casa

Anche un “garantista” come Roberto Giachetti - deputato del PD e vice Presidente della Camera - nel parlare dello scandalo che ha investito il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi aveva auspicato le Sue dimissioni.
Se è vero che al momento non vi è alcun problema di carattere giudiziario, si manifesta in maniera palese la questione etica, d’opportunità politica, per cui un passo indietro è da considerarsi atto di rispetto verso le Istituzioni. Una sorta di regola non scritta che dovrebbe precedere gli articoli del codice penale.
Certo, sarebbe stato meglio se il percorso fosse avvenuto in Parlamento prima che in televisione, come se la politica fosse esclusivamente un fenomeno mediatico.
Ed ancora, esistono le condizioni per cui Lupi avrebbe potuto adempiere con serenità ad una funzione così delicata come quella di Ministro delle Infrastrutture? Con l’Expo alle porte e l’annesso impegno del Governo alla trasparenza, al contrasto della corruzione (che oggi è il problema del nostro Paese, come ha scritto il Presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone nel suo ultimo libro) un Dicastero di tale importante non poteva essere lasciato al Parlamentare NCD.
Interrogativo simile si pose quando l’ex Guardasigilli dell’esecutivo Monti, Anna Maria Cancellieri, mise in atto un certo interessamento per le vicende giudiziarie della famiglia Ligresti, salvo poi giustificarsi in aula e ricordando di aver agito in modo simile per altri casi pervenuti al suo ufficio “da chiunque” inoltrati, ricordando che “intervenire è il compito del ministro della Giustizia”.
Matteo Renzi, all’epoca Segretario del Pd, chiese giustamente le dimissioni della Cancellieri (poi rimasta al suo posto) perché “'l’idea che ci siamo fatti dell'intera vicenda Ligresti è che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. E' la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento è insopportabile”.
Parole condivisibili che potrebbero essere riproposte tali e quali oggi sostituendo il nome dei protagonisti.
Sul tema dovrà essere combattuta nel Paese una “battaglia” di tipo culturale, far passare il messaggio che assumere certi comportamenti non paga; in altre parole se viene a mancare la trasparenza si va a casa, non si può rimanere in un posto pubblico di fronte al minimo sospetto.
Prendiamo esempio da ciò che è accaduto vicino a noi: in Inghilterra l’ex Ministro Chris Huhne ha lasciato l’incarico perché accusato d’aver addossato alla moglie una multa presa per eccesso di velocità alla moglie, mentre il responsabile dell’immigrazione Mark Harper ha fatto altrettanto quando si è scoperto che la sua colf era clandestina.
Ciò per rimarcare che concetti come etica e morale non nascono dal nulla, bisognerebbe inculcarli nell’educazione dei bambini già dalle scuole elementari, costruendo una generazione capace di tornare ad indignarsi. L’arduo compito spetta ai “grandi” di oggi.


Andrea Fossati

sabato 7 dicembre 2013

05/12/2013 - Presentata la lista Civati per l'assemblea nazionale: "Con Pippo stop alle larghe intese"


 

da piacenzasera.it

Presentazione per la lista che sostiene la mozione Giuseppe Civati alle primarie del PD. "Civati - spiega Andrea Fossati - ha sempre detto "No alle larghe intese", ha sempre affermato che, dopo la riforma elettorale, si dovrebbe subito ritornare al voto". Tra gli altri punti, trattati da Fossati, la volontà di recuperare l’elettorato di sinistra (magari passato al Movimento 5 stelle), facendo fronte comune con Sel. "Tornare ad un Pd - ha spiegato - che dice quello che fa e fa ciò che dice"
 
Paolo Prandini: "Non si puó costruire un partito credibile se i 101 (i franchi tiratori che hanno bocciato la candidatura di Romano Prodi a Presidente della Repubblica ndr) rimangono nell’ombra. É una ferita che, per noi civatiani, é ancora aperta". Dopo di lui Daniele Bosoni, capolista della lista Civati: "La partecipazione dal basso é la carta vincente della proposta di Civati: parla di un partito non chiuso in se stesso ma aperto alla gente e agli iscritti, presente sul territorio. Su questi punti si basa l’idea di rinnovamento che é differente da quella di rottamazione".
 
"Io sono un’insegnante - ha aggiunto Paola Beltrani, assessore alle politiche giovanili del Comune di Piacenza - la mozione Civati parla di piú fondi all’istruzione: alle scuole e agli enti locali, infatti, non arrivano abbastanza fondi per farle funzionare al meglio. Prendendo spunto dalle scuole dell’Unione Europea si propone tempo pieno ovunque e  la stabilità dei team di insegnanti". Beltrani ha parlato anche dell’impegno di Civati nei confronti dei giovani, delle politiche del lavoro, di salario minimo garantito e di riduzione delle tasse sui redditi da lavoro. Ancora, di legalità: "la mozione Civati - ha detto - propone la "white list" per gli appalti pubblici".  "Mi auguro - ha concluso - che tanti cittadini vadano a votare domenica e mi auguro che votino Civati".
 
"Siamo consapevoli - conclude Rita Piva - che domenica non vincerà il migliore, vincerà il piú forte. Mi preoccupa il metodo, il salviamo il salvabile. Questo Paese ha bisogno di cambiare gli ordini del giorno, le priorità. Bisogna fare la politica degli ultimi, per questo sto con Civati".

LISTA CIVATI
:
Daniele Bosoni (capolista)
Paola Beltrani,
Paolo Prandini,
Rita Piva
Andrea Fossati


domenica 24 novembre 2013

22/11/2013 - L'alternativa possibile di Pippo Civati




di ANDREA FOSSATI *

Terminate le consultazioni fra gli iscritti, sono stati scelti i tre candidati che si contenderanno la segreteria del Partito democratico alle Primarie dell'8 dicembre: Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. In quella data le votazioni saranno aperte a tutti i cittadini che si riconoscono nel progetto riformista del centrosinistra, pertanto ogni comitato porterà contributi d'idee e proposte politiche utili per la scelta finale.
Con riferimento a Civati, nella nostra provincia ha ottenuto un risultato soddisfacente, di poco superiore al 10% e in linea con la media nazionale. Tuttavia è utile ricordare che i votanti delle "primariette" in tutta Italia sono stati circa 300.000, non paragonabili ai 3 milioni che votarono quando Bersani divenne segretario o agli 8 milioni che scelsero il Pd alle ultime politiche.
Diciamo pure che ora "si apre un'altra partita", non più esclusivamente nei circoli ma nelle piazze di tutta Italia.
E allora, entrando nel merito, perché scegliere Pippo Civati? Per chi lo ha già fatto una decisione meditata, ragionata nel tempo, ma convinta. In altre parole dalle passioni forti (come l'ha definita il senatore Tocci presentando la mozione sabato u. s. a Piacenza). Che è quanto di più bello ci possa essere. Vuoi per l'entusiasmo che Civati sa trasmettere ai giovani, vuoi per la sua capacità di portare avanti scelte coraggiose su temi troppo spesso usati in maniera propagandistica, mettendo al primo posto del suo programma più giustizia sociale, più diritti, usando inoltre parole chiave come possibilità e opportunità.
"Dalla delusione alla speranza" s'intitola il manifesto politico redatto all'insegna del "noi"; delusione che per molti si è trasformata in rassegnazione e in frustrazione proprio per l'incapacità di incidere fattivamente nelle scelte di vita quotidiana. L'invito è quindi a non adeguarsi ma a lottare per:
- un'alternativa che preveda lo stop alle larghe intese, dannose perché la gran parte delle decisioni sono state subite dal Pd; una rincorsa al centro o a destra che ha deluso gran parte dell'elettorato (già provato dal precedente Esecutivo Monti) per cui questo governo avrebbe dovuto stare in piedi solo per modificare la legge elettorale e poco altro;
- un'alternativa che preveda un'opera di moralizzazione della politica in cui i parlamentari rinuncino a parte del loro stipendio per devolverlo ai territori; oppure, ancora, non avere tentennamenti su un caso come quello della Cancellieri, che si sarebbe già dovuta dimettere per l'inopportunità politica dei suoi comportamenti, giusto per fare un paio d'esempi;
- un'alternativa che preveda di sostenere lavoro e famiglia con provvedimenti da prendere in chiave universalistica: reddito minimo garantito e ammortizzatori per i disoccupati, limitati nel tempo e dedicati solo a chi cerca fattivamente lavoro;
- un'alternativa che preveda provvedimenti per contrastare piaghe come corruzione, evasione, lotta alla criminalità organizzata, cominciando da scelte prettamente politiche;
- un'alternativa che preveda un Pd delle possibilità e opportunità volto a riprendersi la scena, proponendo idee, coinvolgendo tutti nelle decisioni che contano, all'insegna delle "molte persone davanti e nessuna indietro". Riscoprire il gusto di cambiare le cose e impedire così che la gente guardi al Pd come fosse un vecchio partito conservatore;
Queste per sommi capi sono le proposte della mozione consultabili per esteso su www. civati. it/temi.
Concludendo, la proposta politica di Pippo Civati vuole essere un grande progetto di rivoluzione culturale, attento all'istanza di cambiamento e al contempo alla valorizzazione delle competenze. Cercando di ritrovare quella sostanza perduta.

* comitato a sostegno
della candidatura di Pippo Civati
a segretario nazionale del Pd

domenica 27 gennaio 2013

16/01/2013 - La mia lettera al Presidente Di Pietro



Al Presidente  Antonio Di Pietro

All’organizzazione nazionale On. Rota e On. Messina

Al coordinatore regionale On. Silvana Mura
 
Al coordinatore provinciale Assessore Regionale Sabrina Freda

e p.c. Al coordinamento regionale giovani Emilia-Romagna

 Al coordinamento provinciale Idv Piacenza

 

Oggetto: DIMISSIONI COORDINATORE PROVINCIALE GIOVANI IDV PIACENZA E MEMBRO DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE


Con la presente sono a rassegnare le dimissioni da coordinatore provinciale giovani Idv della provincia di Piacenza e contestualmente da membro del coordinamento provinciale.

Una decisione sofferta, non improvvisa, che vado a compiere per senso di responsabilità, ringraziando in premessa coloro che mi hanno manifestato stima e apprezzamento per il lavoro di questi anni, sia dopo il primo che durante questo secondo mandato.

Insieme a Voi, infatti, ho combattuto con passione tante battaglie politiche, a cominciare dalle raccolte firme per promuovere i referendum: dai quesiti contro il lodo Alfano fino a quelli per il superamento del “Porcellum”.

Ma non solo, Idv è stata in questi anni la casa dell’opposizione di Resistenza. Un movimento post-ideologico, composto da persone di diversa provenienza, identità e parzialità che si sono fatte carico di difendere la legalità costituzionale, essendo gli  intransigenti per eccellenza a Berlusconi e al berlusconismo. 

In questa fase tanti sono stati i momenti positivi e altrettanti i negativi, facendomi provare ora innumerevoli sensazioni. Ho criticato altresì la segreteria locale perché ritengo ineludibili alcune Sue responsabilità dal punto di vista politico, dal mantenimento del doppio incarico, politico e amministrativo, fino alle modalità di coinvolgimento del coordinamento. Ma l’ho fatto, ci tengo a precisarlo, senza nessun astio o risentimento, soltanto ritengo siano state compiute decisioni sbagliate e affrettate (in testa l’uscita a freddo dalla  maggioranza nel comune di Piacenza), per cui nessuna replica a chi ha detto che “so coordinare a malapena me stesso” con in testa il consigliere comunale Samuele Raggi ed una parte del gruppo giovani Idv; anzi  dico a Voi ragazzi che porto dentro il mio animo tanta consapevolezza e serenità. Mai mi sono permesso di attaccarVi dal punto di vista personale e mai lo farò.

L’importanza è riconoscere che ciò che ne deriva da parte mia è giunto a maturazione. Probabilmente oggi una riorganizzazione di Idv, come auspicavo non tanto io, prima dell’Assemblea del 15/12 u.s., ma figure autorevoli come il Portavoce Nazionale Orlando e il Capogruppo al Senato Belisario, non è più sufficiente.

Tuttavia rilevo altresì che non è certo questo il momento di decidere se la mia linea sia giusta o sbagliata.

Arrivati ad una fase cruciale ho deciso pertanto di compiere la suddetta scelta e di rimettere il mandato di coordinatore giovani alla segreteria provinciale e regionale in maniera irrevocabile, ripeto senza alcun rimorso, ma da intendersi come atto d’amore verso il partito a cui ho aderito tanti anni fa, rivendicando soltanto il diritto di dissentire e farlo nelle maniere opportune.

Auguro a tutti voi una buona prosecuzione del nostro impegno politico.


Piacenza, 14 gennaio 2013

Cordialmente,
Andrea Fossati



Da Libertà, leggi anche:  

-Castelli, Beltrani, Petrini lasciano Idv (06-01-13)  

-Freda a Dosi: con conferma Beltrani escludi Idv (07-01-13) 

-Conferma Beltrani: Freda a Dosi sei un debole agli ordini del Pd (08-01-13) 

-Fossati a Freda: prenditi tue responsabilità, attacco giovani Idv (09-01-13)



venerdì 25 maggio 2012

25/05/2012 - La sfida che il centrosinistra deve fare sua: riportare al voto gli astenuti e arginare il fenomeno 5 Stelle




Di seguito alcuni riflessioni sul voto amministrativo considerato il risultato di Piacenza e degli altri principali comuni capoluogo. 

1) E' sotto gli occhi di tutti i cittadini l’implosione del centrodestra, sia sul versante Pdl che  su quello leghista;  un’ emorragia di consensi che li porta lontano dai fasti delle passate tornate elettorali.  Colpa da attribuire agli  scandali venuti a galla a tutti i livelli, pur considerando che alla base di questa sconfitta c’è stata l’incapacità di rispondere alle necessità del Paese (soprattutto sul versante economico) ed una buona dose d’incoerenza nelle scelte squisitamente politiche. A Piacenza abbiamo l’esempio lampante: in Provincia Pdl-Lega Nord e Udc governano insieme mentre per entrare a Palazzo Mercanti si sono presentati ognuno con un proprio candidato e tutti contro tutti;

    2) Il centrosinistra può dirsi sì soddisfatto dell’esito delle urne, specialmente, dati alla mano, dov’era presente l’alleanza Pd-Idv-Sel, ma ora bisogna interrogarsi sul dato relativo all’astensione e sull’exploit del movimento di Beppe Grillo. Certa è la conferma e la riconquista di numerosi comuni italiani con il determinante apporto di candidati credibili da un lato (Orlando a Palermo è l’esempio lampante ma troviamo anche Doria a Genova e lo stesso Dosi) e con  liste non contraddistinte da connotati politici  capaci di raccogliere percentuali a due cifre dall’altro. Nel nostro capoluogo “I Moderati”, progetto inizialmente nato in quel di Torino come movimento d’ispirazione centrista e liberale, ha fatto la parte del leone bissando il successo della lista dei “Per Piacenza con Reggi” del 2007. Il leitmotiv della “rete” di cittadini uniti a Paolo Dosi che hanno messo a disposizione le loro competenze interpretando il mandato politico come un servizio alla collettività è risultato vincente. Una formula da poter ripetere alle prossime politiche con la definizione fin da subito di un programma basato su pochi e ben delineati punti programmatici;

      3) In mezzo ai due poli troviamo la realtà dei 5 Stelle di Beppe Grillo che entrano nella storia avendo conquistato la vicina Parma e attestandosi intorno al 10% in molti Comuni fra cui pure Piacenza.  Diamo per acclarato che il voto 5 Stelle non rappresenta  un rifiuto alla politica quanto agli stessi tradizionali partiti non in grado di riformare e riformarsi. Particolare a sostegno della tesi sono le preferenze prese dai stessi candidati a 5 Stelle, sempre di parecchio inferiori al voto  di simbolo, ergo è premiata in linea di massima la richiesta di cambiamento di cui lo stesso movimento si fa carico;

      4) L’alta percentuale di non votanti: a Piacenza si è astenuto quasi un elettore su due, trend verificatosi più o meno in tutti i comuni dove si è andati alle urne. Una disaffezione attesa e comprensibile che fa il paio con chi ha scelto di affidarsi al M5S, delusi da una politica autoreferenziale incapace di decidere;

    5) Ed allora per far in modo che le formazioni politiche riacquisiscano credibilità è necessario che vengano datisegnali ai cittadini: scelta di facce credibili che interpretino la politica come un servizio, percorsi all’insegna della meritocrazia interna a tutti i livelli, proposte concrete su come uscire dalla crisi (a cui aggiungere le riforme indispensabili per la tenuta del Paese). E’ questo lo scatto necessario che arginerebbe l’astensionismo e restituirebbe consenso alle formazioni politiche. 

       Una sfida che il centrosinistra deve fare sua.

Andrea Fossati 

lunedì 14 maggio 2012

14/05/2012 - Verso il ballottaggio Dosi-Paparo. Alcune considerazioni

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Archiviato il primo turno di elezioni amministrative del 6-7 maggio molti capoluoghi di Provincia  si preparano al ballottaggio. A Piacenza com'è noto la sfida sarà fra Paolo Dosi (che ha ottenuto il 47,11 % pari a 22878 voti ed è sostenuto da Pd-Idv-Sinistra e Moderati) e Andrea Paparo (31,07% pari a 15086 voti con Pdl-Piacenza Viva-Sveglia).

Alcune considerazioni in ordine sparso:

-Dopo un inizio di campagna soft e tutt'altro che critico verso l'amministrazione, passato addirittura per l'elogio a Spazio 4, il candidato del Pdl si sta giocando e due settimane di ballottaggio in modo maggiormente aggressivo, prova ne sono gli attacchi all'attuale Giunta con un comunicato in cui si evidenziano a suo dire gli sprechi degli ultimi tre anni (LINK), a cui ha risposto Roberto Reggi (LINK), e l'immediata richiesta di un confronto pubblico in Piazza Cavalli che si svolgerà mercoledì sera;

-Sempre riguardo a Paparo è arrivata venerdì u.s. in modo diretto da parte sua la richiesta dei consensi del M5S con un blocco di proposte all'insegna della trasparenza amministrativa. In questo caso la mossa sembra oltremodo forzata, dettata più dalla necessità di recuperare terreno che da una sincera convinzione; e poi perchè alcune di queste misure (LINK), come ad esempio i consigli on line non sono stati fin qui proposti in Provincia, dove Paparo ricopre la carica di Assessore da tre anni ? Il classico caso del troppo che stroppia e che fa il paio con i progetti di città sicura messi nero su bianco dal candidato del centrodestra. Sulla carta tutti lodevoli, ma che messi in fila e valutati con quanto fatto dall'opposizione in Comune in questo decennio sanno  tanto di promesse elettorali;

- Riassumendo questi attacchi all'arma bianca permetteranno a Paparo di recuperare sì rispetto al 31 % del 6-7 maggio, ma difficilmente potrà realizzarsi il ribaltone, proprio per quanto sopra detto e soprattutto considerando il buon lavoro svolto dall'Amministrazione Reggi;

- Sulla campagna di Dosi e della coalizione di centrosinistra bene si è fatto a non effettuare voli pindarici con programmi futuristici. Giustamente Paolo ha sempre sottolineato come l'obiettivo sarà quello di conservare gli standard fin'ora raggiunti (VIDEO), dal sociale ai servizi alle famiglie, mettendo un attenzione particolare al lavoro, alla ricerca/università e puntando sul ruolo della cittadinanza attiva.

- Ultimo punto: la tradizione di buon governo del centrosinistra sul territorio piacentino; considerando inoltre che quando è stato chiamato ad amministrare il centrodestra, da ultimo a Palazzo Garibaldi, a dispetto delle mirabolanti promesse, non si è mai andati oltre all'ordinaria amministrazione.

Andrea Fossati

lunedì 30 aprile 2012

30/04/2012 - Considerazioni sulla prima "Festa dei Valori"

I giovani Idv con Silvana Mura e Massimo Donadi


Quest'ultimo vissuto insieme ai militanti di Idv è stato un fine settimana a dir poco frenetico. Il 27, 28, 29 aprile si è tenuta infatti in città - a fianco del palazzetto dello sport di via IV novembre - la prima "Festa dei Valori", con un menù a base di politica, piatti tipici (a kilometro zero, della nostra terra) e buona musica. 

E proprio perchè era l'esordio del partito provinciale in una kermesse del genere la tensione e nello stesso tempo la voglia di far bene risultavano alte, mischiandosi insieme man mano che ci si avvicinava alla tre giorni.  

Certamente una menzione d'onore va al nostro Sergio Cavozzi, Presidente della Pro Loco di Vernasca, delle cui risorse umane e materiali sicuramente non avremmo potuto fare a meno e che sono risultate fondamentali per la buona riuscita dell'evento. Il resto lo han fatto la passione e l'entusiasmo degli iscritti, dei tanti giovani candidati, ognuno impegnato nella propria mansione: chi a fare accoglienza, chi al servizio ed ai tavoli, chi a raccogliere firme per la legge d'iniziativa popolare che mira ad abolire il rimborso elettorale.

Samuele Raggi, Antonio Di Pietro e Paolo Dosi


Nel dettaglio, siamo partiti il 27 con ospite d'eccezione Antonio Di Pietro che, oltre a farci l'onore di inaugurare la festa con tanto di taglio del nastro, ha svolto un intervento in sostegno del candidato Sindaco Paolo Dosi rimarcando quelle che sono le caratteristiche di Idv, definendola come "una moglie fedele col mattarello, meglio di un'amante tradritrice" (cit. Libertà). Lo stesso Presidente aveva vicino a sé Samuele Raggi, capolista del partito alle Comunali, che ha elogiato per il lavoro svolto fin qua in Provincia come Consigliere esortandolo a proseguire sulla strada tracciata.

Massimo Donadi durante il suo intervento alla festa Idv

Sabato 28 è stata la volta del Capogruppo alla Camera Massimo Donadi, accompagnato dal Segretario Regionale Silvana Mura, con cui si è dibattuto delle misure che sta attuando il Governo Monti. Per Donadi non si puo' pensare di uscire dalla crisi colmando il debito dello Stato sempre con maggiori tasse; la ricetta consiste nel tagliare la spesa pubblica e reinvestire i soldi risparmiati in progetti e seri interventi strutturali. E poi, combattere l'evasione fiscale, vero cancro del Paese che ci costa svariati miliardi di euro l'anno.

In mezzo agli eventi tutti i candidati hanno potuto interagire con i partecipanti alla festa, presentarsi, raccogliere suggerimenti e fare conoscere i progetti del partito per la città futura: dallo sviluppo del centro storico allo stop al consumo del suolo, con particolare attenzione alla questione morale in atto visto il vero e proprio dilagare di inchieste che riguardano politici della nostra città e provincia.

Ieri sera è calato il sipario ed è stato tracciato un primo bilancio - positivo - di questa tre giorni. Un risultato raggiunto grazie a chi ci ha lavorato alacremente con passione, entusiasmo e spirito di servizio. Ora non dobbiamo fermarci, il 6 maggio è vicino.

Andrea Fossati - Idv Piacenza