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mercoledì 7 novembre 2012

05/11/2012 - Idv al bivio fra rilancio ed estinzione. Servono buon senso e coraggio per rinnovare una passione


Leoluca Orlando, Massimo Donadi e il Pres. Di Pietro

Da quando è nata, l’Italia dei Valori vive oggi il momento di più profonda crisi che ha portato amministratori, dirigenti e militanti ad interrogarsi sul cosa fare in termini strategici per migliorare la situazione prima delle elezioni politiche. Il bivio in cui ci troviamo in questo momento è fra rilancio ed estinzione. 
Resto convinto in premessa che in questi anni Idv abbia svolto battaglie fondamentali per difendere i diritti dei cittadini, a cominciare dalle innumerevoli raccolte firme per promuovere referendum: contro il Lodo Alfano, per dire no a nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento ed infine per eliminare il “porcellum”. Meriti che vanno dati alle intuizioni politiche di Antonio Di Pietro.

Tutto ciò senza dimenticare l’opposizione intransigente al Governo Berlusconi con le annesse battaglie in difesa della Costituzione, della libera informazione ed il sostegno ai sindacati per riaffermare la centralità del lavoro. Un’esperienza politica, la nostra, di protesta sino alla resistenza e di proposta.

Piano piano, a piccoli passi, anche a Piacenza abbiamo trasformato - grazie alla rilevanza di queste battaglie del nazionale - l’indignazione in buona politica arrivando, insieme a giovani militanti e non, ad atti di abnegazione piena e totalizzante per la causa di Idv.
Persone di diversa formazione ed entità, disposti a percorrere insieme un percorso, con il pregio d’essere accumunati da semplice passione, fatta di ideali, grande spirito di servizio e soprattutto senza alcun secondo fine; ciò ha permesso ad esempio di raccogliere firme pro-referendum e distribuire copie della Costituzione nelle piazze e nelle strade piacentine in pieno inverno o quando altri erano al mare. 

Proprio per i suddetti motivi la fiducia degli italiani cresceva e così pure il numero di adepti a tutti i livelli, ma col tempo facevamo gola non solo ad onesti ma pure -fisiologicamente- a personaggi di dubbia moralità e a coloro che consideravano il partito un taxi elettorale. Vien da sé che allontanare immediatamente chi è stato scoperto commettere fatti gravi non può che considerarsi un punto a favore (vedi Nanni in Emilia-Romagna, Maruccio nel Lazio), ma oggi come oggi non può bastare, occorre prevenire imponendo regole stringenti a monte, dato che i casi non si contano più sulle dita di una mano e gli stessi hanno minato fiducia, entusiasmo e partecipazione, elementi cardine indissolubili per un partito come l’Italia dei Valori.
Soprattutto nei provinciali, lontani dalla luce dei riflettori, si sono potute notare frequenti anomalie.

Leoluca Orlando, Portavoce Nazionale Idv, in una recente intervista ha sottolineato come l’errore di Di Pietro sia stato quello di poter pensare di fare tutto da solo, senza un apparato, errore che a cascata è stato ripetuto dai provinciali.
Occorrerà quindi una riorganizzazione interna di Idv a partire dai territori, valorizzando le competenze della militanza, coinvolgendola maggiormente nelle decisioni (quindi più democrazia, più collegialità di quella vista ora), perchè tutti devono essere considerati risorse fondamentali per il sacrificio e il tempo che dedicano al partito. Insieme a loro dovrà essere costruita una linea politica chiara che sappia far emergere il partito sul territorio.
All’Assemblea Nazionale di dicembre occorrerà quindi intraprendere decisioni drastiche perchè il cammino politico Idv giunga ad una nuova alba. Servono buon senso e coraggio per rinnovare una passione.

Andrea Fossati
Coordinatore giovani Italia dei Valori Piacenza

lunedì 30 aprile 2012

30/04/2012 - Considerazioni sulla prima "Festa dei Valori"

I giovani Idv con Silvana Mura e Massimo Donadi


Quest'ultimo vissuto insieme ai militanti di Idv è stato un fine settimana a dir poco frenetico. Il 27, 28, 29 aprile si è tenuta infatti in città - a fianco del palazzetto dello sport di via IV novembre - la prima "Festa dei Valori", con un menù a base di politica, piatti tipici (a kilometro zero, della nostra terra) e buona musica. 

E proprio perchè era l'esordio del partito provinciale in una kermesse del genere la tensione e nello stesso tempo la voglia di far bene risultavano alte, mischiandosi insieme man mano che ci si avvicinava alla tre giorni.  

Certamente una menzione d'onore va al nostro Sergio Cavozzi, Presidente della Pro Loco di Vernasca, delle cui risorse umane e materiali sicuramente non avremmo potuto fare a meno e che sono risultate fondamentali per la buona riuscita dell'evento. Il resto lo han fatto la passione e l'entusiasmo degli iscritti, dei tanti giovani candidati, ognuno impegnato nella propria mansione: chi a fare accoglienza, chi al servizio ed ai tavoli, chi a raccogliere firme per la legge d'iniziativa popolare che mira ad abolire il rimborso elettorale.

Samuele Raggi, Antonio Di Pietro e Paolo Dosi


Nel dettaglio, siamo partiti il 27 con ospite d'eccezione Antonio Di Pietro che, oltre a farci l'onore di inaugurare la festa con tanto di taglio del nastro, ha svolto un intervento in sostegno del candidato Sindaco Paolo Dosi rimarcando quelle che sono le caratteristiche di Idv, definendola come "una moglie fedele col mattarello, meglio di un'amante tradritrice" (cit. Libertà). Lo stesso Presidente aveva vicino a sé Samuele Raggi, capolista del partito alle Comunali, che ha elogiato per il lavoro svolto fin qua in Provincia come Consigliere esortandolo a proseguire sulla strada tracciata.

Massimo Donadi durante il suo intervento alla festa Idv

Sabato 28 è stata la volta del Capogruppo alla Camera Massimo Donadi, accompagnato dal Segretario Regionale Silvana Mura, con cui si è dibattuto delle misure che sta attuando il Governo Monti. Per Donadi non si puo' pensare di uscire dalla crisi colmando il debito dello Stato sempre con maggiori tasse; la ricetta consiste nel tagliare la spesa pubblica e reinvestire i soldi risparmiati in progetti e seri interventi strutturali. E poi, combattere l'evasione fiscale, vero cancro del Paese che ci costa svariati miliardi di euro l'anno.

In mezzo agli eventi tutti i candidati hanno potuto interagire con i partecipanti alla festa, presentarsi, raccogliere suggerimenti e fare conoscere i progetti del partito per la città futura: dallo sviluppo del centro storico allo stop al consumo del suolo, con particolare attenzione alla questione morale in atto visto il vero e proprio dilagare di inchieste che riguardano politici della nostra città e provincia.

Ieri sera è calato il sipario ed è stato tracciato un primo bilancio - positivo - di questa tre giorni. Un risultato raggiunto grazie a chi ci ha lavorato alacremente con passione, entusiasmo e spirito di servizio. Ora non dobbiamo fermarci, il 6 maggio è vicino.

Andrea Fossati - Idv Piacenza

lunedì 9 aprile 2012

09/04/2012 - Aperitivo di Valore per presentare i giovani candidati Idv

La presentazione dei giovani candidati Idv in via XX

Venerdì scorso Italia dei Valori Piacenza ha organizzato in centro storico un aperitivo che è voluto essere l'occasione per presentare ai cittadini e agli organi d'informazione locali tutti i candidati giovani che "correranno" sotto l'insegna del gabbiano alle prossime amministrative del 6-7 maggio.

In questo particolare momento storico, dove i cittadini hanno sempre meno fiducia nella politica (solo il 4% dichiara di credere ancora nei partiti) ed il Governo nazionale è in mano a tecnici, risulta fondamentale per ogni formazione, movimento porre in atto un progetto volto al ricambio generazionale, proponendo altresì che a rappresentarci nelle Istituzioni vadano persone competenti, credibili e, come direbbe il nostro Presidente Antonio Di Pietro, "dalle mani pulite".

Italia dei Valori a Piacenza l'ha fatto, dando spazio nelle lista per il rinnovo del Consiglio Comunale a dieci ragazzi sotto i trent'anni (Samuele Raggi (capolista), Andrea Casazza, Andrea Dalia, Dario Ganci, Alessandro Galloppa, Marco Montanari, Patrizia Perotti, Domenico Rossetti, Filippo Turci, Adriano Zito), ognuno con un proprio bagaglio d'esperienza in campo lavorativo e tutti uniti da sincera passione politica.

Ragazzi che si sono impegnati in prima persona facendo banchetti, raccogliendo firme, mettendo insieme giorno dopo giorno un lavoro di militanza encomiabile, intendendo la politica come una nobile arte a servizio del bene comune, un mezzo di cambiamento reale e profondo per elevare la qualità di vita di tutti.

A questi amici che hanno "la pelle di Italia dei Valori" l'esperienza servirà a livello comunicativo, di conoscenza dei fatti e per cementare il rapporto con la cittadinanza. Adesso tocca a tutti noi aggiungere il capitolo successivo di un racconto scritto a piu' mani.

Andrea Fossati

giovedì 5 aprile 2012

05/04/2012 - Presentazione candidati Idv alle Comunali. L'articolo di Libertà


da Libertà (01/04/2012)

Presentazione in movimento per la lista e il programma dell’Italia dei valori. I dipietristi si sono ritrovati ieri di fronte alla sede di via Garibaldi, hanno inforcato le biciclette e si sono lanciati in un tour di Piacenza.
Per ogni tappa, uno spunto: «Via Garibaldi, il municipio in piazza Cavalli, il teatro dei Teatini, piazza Duomo e i giardini Merluzzo – ha spiegato il capolista, Samuele Raggi – hanno simboleggiato rispettivamente la zona a traffico limitato, la burocrazia che va ridotta, la cultura che va sostenuta, il commercio che va aiutato e l’integrazione degli stranieri che va favorita.

La pedalata è proseguita con un passaggio al simbolo per eccellenza della mobilità sostenibile che è la stazione ferroviaria, per continuare il lungo le vecchie mura (che idealmente rappresentano il turismo), il Pubblico Passeggio (simbolo della qualità della vita), via XXIV Maggio (attenzione per le aree militari) e i centri sportivi della Raffalda, come segnale attenzione verso lo sport. Infine il traguardo al parco della Galleana, area verde per antonomasia a Piacenza».

La pedalata dei ciclisti dell’Idv, almeno una cinquantina, si è poi trasformata in una festa: «Il clima che si respira nel partito è ottimo – ha commentato il segretario provinciale, Sabrina Freda – anche perché tra di noi ci sono molti ragazzi che ci trasmettono grande entusiasmo. Personalmente sono molto soddisfatta della lista, oltre a nomi noti come Raggi, Luigi Gazzola e Bruno Galvani, abbiamo messo in campo la competenza nei diversi settori della società: Cassinari e Turci per l’impresa, Codeghini per l’agricoltura, Beltrani per la Scuola, Baggio per la Sanità, Bentivenga per lo sport, Dalia per i trasporti e la logistica, Oddi per la cultura. E poi il 30 per cento è composto da under 30, un bel segnale di rinnovamento».

Manca, però, il segretario del movimento giovanile Andrea Fossati. Una notizia che aveva un sorpreso molti sia all’interno sia al di fuori dell’Idv. Il diretto interessato, però, ha smorzato ogni voce polemica: «Oggi è una giornata di festa, siamo qui con tutti i ragazzi che compongono la lista e che sono onorato di rappresentare. In questi anni ci siamo impegnati con passione civile a raccogliere firme per difendere l’acqua pubblica, il principio che la legge è uguale per tutti e contro il ritorno al nucleare. Ora lo sforzo sarà profuso in maniera propositiva per rendere Piacenza sempre più attenta ai bisogni dei cittadini, in primo luogo dei più deboli, e all’ambiente»

mercoledì 5 gennaio 2011

05/01/2011 - Rivoluzione civile e morale all'insegna della legalità


Da molti mesi assistiamo impotenti al susseguirsi di scandali che investono costantemente uomini della maggioranza guidata da Silvio Berlusconi. Un vortice di malaffare senza fine all’interno della coalizione di Governo ormai sfasciata da lotte fratricide e sul punto di collassare da un giorno all’altro. I casi più eclatanti hanno riguardato Nicola Cosentino (tutt’ora indagato per concorso esterno in associazione camorristica e su cui pende una richiesta d’arresto della magistratura), Aldo Brancher (nominato Ministro del Federalismo (?) per poter usufruire del “legittimo impedimento” e scampare al processo Antonveneta) e Claudio Scajola (deve ancora spiegare perché risulterebbe che ha acquistato una casa per una cifra di 600 mila euro e perché un imprenditore avrebbe versato per lui il rimanente, cioè 900 mila euro in 80 assegni bancari), tutti e tre dimessisi dai loro incarichi istituzionali prima di essere sfiduciati dal Parlamento, ma tuttavia sempre difesi a spada tratta dalle truppe della Pdl.


Si è poi aggiunta la “cosca massonica” denominata P3, con i vari Marcello Dell’Utri, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi che tramavano per intrecciare rapporti con i vertici del Csm, della Magistratura e della Corte Costituzionale al fine di avere vantaggi di ogni tipo. Altro che “pensionati sfigati” come li ha definiti il Presidente del Consiglio, stigmatizzando il loro operato e accusando nel più scontato e trito dei copioni la “sinistra dell’odio”.

Un minimo di buon gusto e di senso dello Stato avrebbero suggerito al leader di qualsiasi Paese Europeo di scaricare senza appello i protagonisti di questi torbidi intrecci politico-affaristici, chiedendo scusa ai cittadini come prima cosa anzichè gettare discredito sull’operato dell’opposizione e della magistratura.

Perché piaccia o no le armi usate da un Premier sono queste: bastonare mediaticamente con dossier costruiti ad arte coloro che criticano l’operato suo e dei suoi sodali. Prendiamo il recente esempio di Gianfranco Fini, espulso dal Pdl perché colpevole di aver dissentito dall’operato di Berlusconi.

Ebbene, non passa giorno che il manganello composto dall’accoppiata dei giornali di famiglia (“Libero” e “Il Giornale”), a cui aggiungiamo parte della Rai e le reti Mediaset, picchi sulla sua testa con rivelazioni o presunte tali inerenti la casa acquistata a Montecarlo. Di contro invece non si proferisce parola su un altro recente scandalo rappresentato dalle accuse gravissime mosse al coordinatore Pdl Denis Verdini, la cui banca emetteva ingenti prestiti alla cricca di turno senza ricevere alcuna garanzia (è emerso un conflitto d’interessi dello stesso Verdini per la cifra di 60 milioni di euro). E’ palese la dannosità dell’operato di quest’ultimo rispetto alla querelle Fini – che pure deve chiarire alcuni aspetti importanti sull’acquisto dell’abitazione francese – tuttavia quanto accaduto all’interno Credito Cooperativo Fiorentino vuole essere rappresentato nel mondo mediatico berlusconiano come la classica bolla di sapone estiva. Stessa sorte di Fini è toccata per anni ad Antonio Di Pietro, nemico numero uno da abbattere perché colpevole di denunciare costantemente l’uso privatistico delle istituzioni da parte del Premier. La strategia quindi non cambia: si vuole denigrare il nemico con il chiaro obbiettivo di distruggerlo agli occhi dell’opinione pubblica.

Riteniamo perciò indispensabile porre fine ad un Governo fatto di leggi ad personam (la trentanovesima, ultima in ordine di tempo, permetterà alla Mondadori, azienda di proprietà di Berlusconi, di pagare 8.6 milioni di euro al Fisco anziché 173 per un vecchio contenzioso avente ad oggetto l’evasione di tasse) ha ignorato una crisi economica durata mesi non riconoscendola e senza produrre di conseguenza uno straccio di riforma. Altresì il gigantesco conflitto d’interessi in capo a Silvio Berlusconi ha stressato, snervato le Istituzioni dal più profondo e deve essere cancellato una volta per sempre, così come la legge elettorale peggiore della storia Repubblicana. Tutto ciò dovrà essere tradotto in verbo da tutti coloro che credono in questo progetto fatto di enorme responsabilità politica. Per dare finalmente il via ad una rivoluzione civile e morale all’insegna della legalità

Andrea Fossati - coordinatore giovani Italia dei Valori Piacenza

venerdì 31 dicembre 2010

31/12/2010 - Demolizione dell'ex zuccherificio di Sarmato. Idv con Raggi, Gazzola e Fossati ripropone i dubbi



da Libertà del 23/12/2010


«È un atteggiamento di sottovalutazione del problema quello del presidente della Provincia Massimo Trespidi quando afferma che il protocollo sulla legalità sottoscritto con la prefettura e alcuni comuni riguarda soltanto gli appalti fatti dall’ente». A parlare è l’assessore al bilancio del comune di Piacenza Luigi Gazzola, che ieri mattina, nella sede piacentina dell’Italia dei valori, ha riproposto gli interrogativi sull’intervento della ditta Ecoge nell’opera di demolizione dello zuccherificio di Sarmato di proprietà di Sacofin. Dubbi avanzati con un’interrogazione dal consigliere provinciale Samuele Raggi, che ieri mattina affiancava Gazzola e il coordinatore dell’Idv Andrea Fossati.

«Le infiltrazioni mafiose nelle regioni del Nord Italia non sono un fatto nuovo – ha detto Gazzola – e non avevamo bisogno di Saviano per conoscere questo fenomeno. Le informazioni raccolte dall’Idv hanno lo scopo di creare una consapevolezza sul territorio. Non possiamo continuare a pensare che la nostra provincia sia un’isola felice». Le domande evidenziate nell’interrogazione riguardano i presunti legami dell’impresa di demolizioni genovese con la criminalità organizzata calabrese. «Secondo una relazione semestrale della Direzione distrettuale antimafia (2002) – scrive Raggi – l’imprenditore titolare della Ecoge, tale Gino Mamone, sarebbe finito più volte nel mirino degli inquirenti principalmente per reati ambientali». Viene inoltre ricordato come l’imprenditore «sia stato segnalato per i suoi legami con la cosca della ‘ndrangheta calabrese dei Mammoliti». Mamone è inoltre coinvolto in un’inchiesta per corruzione che coinvolge alcuni ex consiglieri comunali di Genova nell’ambito della compravendita dell’ex Oleificio Gaslini.

«Le istituzioni debbono porsi come garanti della legalità – ha ribadito Raggi – e il protocollo di legalità sottoscritto dalla Provincia io lo intendo non solo per gli appalti pubblici, ma come una forma di controllo su qualsiasi tipo di procedura». Per sottolineare il ruolo della Provincia nell’attività riguardante la demolizione dell’ex zuccherificio sarmatese, gli esponenti dell’Idv hanno ricordato lo screening ambientale attualmente in atto.

Nell’interrogazione e nella conferenza stampa di ieri si è parlato anche dell’appalto che in passato la società genovese ha avuto per Sogin e dell’attività svolta all’interno dell’ex centrale nucleare di Caorso. Una questione che ha fatto scattare la reazione del sindaco Fabio Callori, il quale ricorda come, a causa di inadempienze, dopo 5 mesi l’appalto sia stato revocato. «Si tratta comunque di questioni che hanno riguardato Sogin e nulla hanno a che fare con l’amministrazione comunale di Caorso».

martedì 15 giugno 2010

15/06/2010 - Intercettazioni: una legge liberticida


Contro la legge anti-intercettazioni che permetterà a delinquenti della peggior specie di rimanere impuniti l'Italia dei Valori sta facendo una chiara e netta opposizione. Pochi giorni fa i "nostri" Senatori hanno occupato l'aula di Palazzo Madama; nel Paese sono e saranno organizzate numerose forme di protesta verso questo provvedimento liberticida che tronca la libertà d'informazione e spegne la luce al popolo italiano: non si potrà sapere più nulla su fatti riguardanti questo o quel politico/uomo d'affari o chiunque esso sia fino alle indagini preliminari (del caso Scajola per esempio non avremmo saputo niente).

Una pericolosa deriva verso la quale ci stiamo dirigendo in maniera lenta ed inesorabile dopo ogni legge ad personam del Presidente del Consiglio. Anche i tanto decantati finiani, dopo un inizio hard, si sono spontaneamente o spintaneamente adeguati per parola di Italo Bocchino: "meglio di così non si poteva fare" ha detto l'Onorevole dopo le ultime modifiche alla legge denominata bavaglio.

Entrando brevemente nel testo del provvedimento come non rabbrividire di fronte alla scure rappresentata dal limite massimo di 75 giorni fissato per la durata degli ascolti e dopo i quali dovranno essere chieste proroghe di 72 ore in 72 ore. Ma come si può produrre un tale aborto se si pensa che ci sono complicatissime indagini che richiedono mesi se non anni per trovare il bandolo della matassa ?!. Inoltre le pesanti multe agli editori ed ai giornalisti che sgarreranno sono un chiaro segnale d'intimidazione verso i non allineati al pensiero berlusconiano.

L'ultimo appello dell'IdV per bocca di Antonio Di Pietro è stato rivolto al Presidente della Repubblica. Confidiamo infatti che Giorgio Napolitano respinga questa legge palesemente incostituzionale e antidemocratica al mittente.

Andrea Fossati - coordinatore giovani Italia dei Valori Piacenza

lunedì 14 giugno 2010

14/06/2010 - In Italia corruzione e impunità regnano sovrane. La legge che vieta le intercettazioni può rappresentare il colpo di grazia.


Da quando è iniziata la legislatura, ogni giorno che passa non fa altro che testimoniare le numerose discutibili scelte politiche intraprese dell’attuale Governo. Cosa più eclatante, ancor’prima di risolvere i tanti bisogni della collettività, è sempre stata la spasmodica volontà di mettere in pratica qualsiasi misura volta a garantire l’immunità ai membri della cosiddetta “casta”; si è cominciato con il “Lodo Alfano”, bocciato dalla Corte Costituzionale nell’ottobre 2009, che garantiva l’improcessabilità per le quattro più alte cariche dello Stato durante tutto l’arco del quinquennio di Governo (nonostante il beneficiario effettivo fosse uno soltanto), e si è proseguito con la stesura del “legittimo impedimento”, esteso, oltre che al Presidente del Consiglio, anche ai Ministri della Repubblica.


Senza contare l’ultimo scempio rappresentato dalla legge sulle intercettazioni, con pubblicazione delle stesse impossibile fino ad udienza preliminare e pesanti multe per gli editori e i giornalisti in caso di violazione della norma. Un bavaglio in piena regola che avrà effetti devastanti sulla macchina giudiziaria e sull’informazione; tutto ciò mentre il Premier Berlusconi prosegue nello strillare a reti unificate la bontà della misura utile a lui e, prendendo spunto dal libro di Sergio Rizzo, alla cricca di politici e uomini d’affari al seguito. C’è da rabbrividire se pensiamo che con questa legge verranno lasciati impuniti numerosi crimini a scapito della sicurezza dei cittadini (tanto decantata dal centro-destra in campagna elettorale).

Non dimentichiamo poi che giacciono nel cassetto parecchie proposte per la reintroduzione dell’immunità parlamentare, abolita a furor di popolo tramite la riforma costituzionale dell’articolo 68 all’epoca di mani pulite, ma ora tornata di moda viste le vicende giudiziarie che vengono a galla ogni giorno. Le responsabilità politiche di Salvatore Cuffaro, Marcello Dell’Utri, Nicola Cosentino e Guido Bertolaso (giusto per citarne alcuni) sono state tradotte e amplificate dai mass media berlusconiani in un “fumus persecutionis” dei giudici. Da ultima e più eclatante, la vicenda di Claudio Scajola, dimessosi dal dicastero dello Sviluppo Economico perché sospettato d’aver intascato 900 mila euro in nero serviti per pagarsi una casa nelle vicinanze del Colosseo a Roma, è servita a bollarlo come “uomo con alto senso dello Stato” per il gesto compiuto. Peccato che nemmeno lui sia riuscito tutt’ora a spiegare tale anomalia (“forse la mia casa è stata pagata da altri” ha tragicomicamente detto).

A corredo di ogni vicenda restano poi le rituali e stucchevoli dichiarazioni di stima e solidarietà di questa o quella parte politica. E’ palese rilevare che senza misure severe di contrasto a questo tipo di sistema politico-affaristico la situazione della nostra povera Italia potrà solamente peggiorare.

Deve perciò tornare al centro della scena la difesa della democrazia da parte di tutti i cittadini per cercare d’arginare la deriva istituzionale in atto. Una resistenza che si pone indispensabile nei confronti di un Governo che ostacola la lotta alla corruzione, al malaffare, alle organizzazioni mafiose con leggi criminogene e con l’unico scopo di mettere a tacere le voci libere o dissenzienti.


Andrea Fossati - coordinatore giovani Italia dei Valori Piacenza

venerdì 4 giugno 2010

04/06/2010 - No alla privatizzazione dell'acqua



Posto sul blog un intervento inviato ai quotidiani locali piacentini Libertà e Cronaca nel novembre 2009, successivamente all'approvazione del DL Ronchi. Vengono spiegati sinteticamente gli effetti del provvedimento sulla gestione del servizio idrico. IDV sta cercando di abrogarlo passando per lo strumento referendario. Ecco il testo:


Il Decreto Legge Ronchi è stato approvato anche dalla Camera dei Deputati. Il gruppo dell’Italia dei Valori ha votato compattamente NO a questo scellerato provvedimento proposto dal Governo di centro-destra, che trasforma l’acqua, un bene di tutti, in una merce. E spieghiamo in quest’intervento le convinzioni del nostro perché.

“L’oro blu” come viene chiamata per farne comprendere a tutti la grandezza è un servizio pubblico locale, ma assume i connotati di vera e propria risorsa per tutta l’umanità. Dovrebbe perciò essere trattata come tale e alla stregua di un diritto umano, non come un bene economico su cui lucrare il più possibile.

Per ricollegarci a quanto scritto nelle prime righe, il Decreto legge 135/2009 che disciplina l’argomento in questione, all’articolo 15, definisce la privatizzazione dei servizi pubblici locali nell'ambito di un provvedimento “recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”, nonostante la Comunità stessa non imponga nessuna liberalizzazione dell’acqua, anzi tutto il contrario. Ricercando informazioni più dettagliate abbiamo infatti scoperto che due risoluzioni Europee, datate rispettivamente 11 marzo 2004 e 15 marzo 2006, dichiarano sostanzialmente l’opposto: nel primo documento si disciplina la “strategia per il mercato interno” ed "essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno". Nel secondo documento invece si afferma che “l'acqua è un bene comune dell'umanità e come tale l'accesso alla stessa costituisce un diritto fondamentale della persona umana….”.

Andiamo ora a spiegare dettagliatamente cosa accadrà visto che c’è stato l’ok sul provvedimento in questione anche da Montecitorio.

L'articolo 15 del suddetto D.L., intanto, rende obbligatorio il ricorso alla gare per la concessione della gestione dei servizi pubblici locali (ci sono anche rifiuti e trasporto pubblico locale). L’unica alternativa concreta è l’affidamento a società per azioni “miste” tra pubblico e privato, ma la legge da un tetto massimo del 30% alla partecipazione degli enti locali ai capitale societari.

Il successivo comma dell’articolo va ad eliminare inoltre, a partire dal 31/12/2011, tutte le gestioni IN HOUSE, cioè quegli affidamenti diretti a SPA a totale controllo pubblico.

Ragionando poi sulle cifre concrete scopriamo che la nostra rete idrica è attualmente coperta da 110 gestori, con 64 di essi totalmente a capitale pubblico e a servizio di oltre la metà della popolazione. Dai prossimi anni gli effetti di questa legge porteranno all’esistenza di sole gestioni private o miste nelle migliore delle ipotesi, con lo spettro concreto di aumenti in bolletta per i cittadini e diminuzione dei controlli per la nostra sicurezza. L’unico vero affare lo faranno di conseguenza le multinazionali straniere.

Ed è bene ricordare altresì che in tutta Europa la privatizzazione dell’acqua è stata bloccata o, come avviene in Francia, è in atto un processo di ripubblicizzazione. Negli Stati Uniti invece le reti idriche locali restano salde in mano ai municipi. In Sud America la privatizzazione dell’oro blu vide la luce quando al potere andarono dittature, come ad esempio quella di Pinochet in Cile.

Altra constatazione che facciamo è chiederci dov’era la Lega Nord quando il provvedimento è stato approvato al Senato e alla Camera. Forse i parlamentari del carroccio non ricordavano la levata di scudi di molti comuni amministrati da esponenti del loro stesso partito quando, già con la legge 133/2008, la gestione dell’acqua venne affidata al mercato. Ed è troppo comodo parlare sul filo di lana di decreto insoddisfacente (ma non l’ha firmato lo stesso Calderoli ?!).

L’Italia dei Valori sarà quindi in prima fila per impedire questa speculazione su un bene di prima necessità, memore degli effetti devastanti che portano le privatizzazioni: paghiamo ancora quelle delle autostrade con aumenti di tariffe notevolmente sproporzionati e assenza totale di investimenti.

Andrea Fossati .- coordinatore giovani IdV Piacenza

martedì 1 giugno 2010

01/06/2010 - Dalla relazione di Mario Draghi alcune considerazioni sulla disoccupazione giovanile



Il Governo italiano è caduto parecchie volte in contraddizione in questi ultimi mesi, prima negando all’infinito una crisi economica sotto gli occhi di tutti, successivamente varando una manovra correttiva di circa 24 miliardi di euro fatta di “lacrime e sangue” per, citando le parole del Sottosegretario Letta, “permetterci di non fare la fine della Grecia”. Naturalmente la colpa di questi tagli e sforbiciate è stata affibbiata, come nel più scontato dei copioni, all’Europa e alla sinistra.

Ma proseguiamo oltre per far comprendere meglio la situazione. In settimana vi è stata la relazione annuale di Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, il quale ha rilevato come nel mercato del lavoro italiano la disoccupazione sia arrivata ad un livello altissimo, toccando quasi il 9% al marzo 2010. Dato ancor’più preoccupante che ci teniamo a sottolineare come dipartimento giovanile IdV è però l’incremento dei senza lavoro fra gli under 35, assestatosi intorno al 13%. Ma anche per chi trova un occupazione la situazione non è delle più rosee: spulciando uno degli ultimi studi OCSE effettuati abbiamo inoltre scoperto come la retribuzione di un neo-laureato italiano sia di gran lunga più bassa rispetto ad un suo pari grado introdotto nel mondo del lavoro in qualsiasi altro Stato europeo.

Giovani abbandonati a se stessi quindi; vittime per necessità della precarietà e, in certi casi, dello sfruttamento. La flessibilità in Italia è quindi percepita come una costrizione e non come una possibilità, in altre parole il posto fisso resta per la maggior parte un sogno. Si va avanti a colpi di contratti a termine che chissà se verranno rinnovati. A catena si manifesta quindi l’impossibilità di permettersi una vita autonoma, quindi affittare una casa oppure metter su famiglia restano chimere. E si rimane così per necessità a vivere con i genitori.
Certamente la situazione è allarmante ma non ci deve tuttavia meravigliare; in un Paese dove le clientele e le raccomandazioni regnano sovrane (a scapito del merito) e dove le politiche giovanili sono merce rara cosa ci potremmo mai aspettare ? Potremmo invece dire realisticamente che se non s’investe maggiormente in scuola, università e specializzazione con una razionalizzazione delle spese e degli sprechi la situazione non potrà far altro che peggiorare col passare del tempo, con sempre più giovani a gravare sulla popolazione attiva e con un sistema che rischia l’implosione fra poche decine d’anni. Ci sentiamo quindi di dire che la politica deve agire in fretta mettendo altresì in campo misure concrete volte a favorire l’inserimento e la successiva tutela nel mondo del lavoro dei giovani, agendo con idonei incentivi sulle imprese che investono e assumono lavoratori a tempo indeterminato. I soldi per far ciò si potrebbero trovare in breve termine con una lotta alla corruzione e all’evasione, veri cancri che bloccano lo sviluppo e la competitività del nostro mercato. Affinchè il lavoro resti un diritto di tutti.

Giovani Italia dei Valori Piacenza

lunedì 24 maggio 2010

24/05/2010 - Commemorazione di Giovanni Falcone ieri a Piacenza



Ieri è stata una giornata densa di emozioni e significati. Era il diciottesimo anniversario della morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e di 3 agenti della scorta. Il tutto fu causato quel maledetto 23 maggio 1992 dall'esplosione di circa 500 kg di tritolo sull'autostrada A29 nei pressi dello svincolo che porta a Capaci.

A Piacenza, insieme al nostro segretario provinciale Sabrina Freda, all'Assessore Comunale Luigi Gazzola e ad Antonella Liotti di LIBERA, abbiamo depositato un mazzo di rose bianche nell'area verde di via Damiani (davanti alla chiesa di Nostra Signora di Lourdes) dedicata al magistrato palermitano. Un piccolo gesto per non dimenticare un uomo dall'alto senso dello Stato che ha sacrificato la vita per combattere uno dei più grandi mali che attanagliano ancor'oggi e sempre più la nostra Italia. In espanzione soprattutto al Nord dove la Piovra fa  ingenti affari con l'edilizia e il traffico di droga.

L'Italia dei Valori, ricordando il sacrificio di Falcone, non abbasserà mai la guardia e sarà sempre in prima linea nel contrastare il fenomeno mafioso.

Andrea Fossati - coordinatore giovani Italia dei Valori Piacenza