domenica 24 novembre 2013

22/11/2013 - L'alternativa possibile di Pippo Civati




di ANDREA FOSSATI *

Terminate le consultazioni fra gli iscritti, sono stati scelti i tre candidati che si contenderanno la segreteria del Partito democratico alle Primarie dell'8 dicembre: Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. In quella data le votazioni saranno aperte a tutti i cittadini che si riconoscono nel progetto riformista del centrosinistra, pertanto ogni comitato porterà contributi d'idee e proposte politiche utili per la scelta finale.
Con riferimento a Civati, nella nostra provincia ha ottenuto un risultato soddisfacente, di poco superiore al 10% e in linea con la media nazionale. Tuttavia è utile ricordare che i votanti delle "primariette" in tutta Italia sono stati circa 300.000, non paragonabili ai 3 milioni che votarono quando Bersani divenne segretario o agli 8 milioni che scelsero il Pd alle ultime politiche.
Diciamo pure che ora "si apre un'altra partita", non più esclusivamente nei circoli ma nelle piazze di tutta Italia.
E allora, entrando nel merito, perché scegliere Pippo Civati? Per chi lo ha già fatto una decisione meditata, ragionata nel tempo, ma convinta. In altre parole dalle passioni forti (come l'ha definita il senatore Tocci presentando la mozione sabato u. s. a Piacenza). Che è quanto di più bello ci possa essere. Vuoi per l'entusiasmo che Civati sa trasmettere ai giovani, vuoi per la sua capacità di portare avanti scelte coraggiose su temi troppo spesso usati in maniera propagandistica, mettendo al primo posto del suo programma più giustizia sociale, più diritti, usando inoltre parole chiave come possibilità e opportunità.
"Dalla delusione alla speranza" s'intitola il manifesto politico redatto all'insegna del "noi"; delusione che per molti si è trasformata in rassegnazione e in frustrazione proprio per l'incapacità di incidere fattivamente nelle scelte di vita quotidiana. L'invito è quindi a non adeguarsi ma a lottare per:
- un'alternativa che preveda lo stop alle larghe intese, dannose perché la gran parte delle decisioni sono state subite dal Pd; una rincorsa al centro o a destra che ha deluso gran parte dell'elettorato (già provato dal precedente Esecutivo Monti) per cui questo governo avrebbe dovuto stare in piedi solo per modificare la legge elettorale e poco altro;
- un'alternativa che preveda un'opera di moralizzazione della politica in cui i parlamentari rinuncino a parte del loro stipendio per devolverlo ai territori; oppure, ancora, non avere tentennamenti su un caso come quello della Cancellieri, che si sarebbe già dovuta dimettere per l'inopportunità politica dei suoi comportamenti, giusto per fare un paio d'esempi;
- un'alternativa che preveda di sostenere lavoro e famiglia con provvedimenti da prendere in chiave universalistica: reddito minimo garantito e ammortizzatori per i disoccupati, limitati nel tempo e dedicati solo a chi cerca fattivamente lavoro;
- un'alternativa che preveda provvedimenti per contrastare piaghe come corruzione, evasione, lotta alla criminalità organizzata, cominciando da scelte prettamente politiche;
- un'alternativa che preveda un Pd delle possibilità e opportunità volto a riprendersi la scena, proponendo idee, coinvolgendo tutti nelle decisioni che contano, all'insegna delle "molte persone davanti e nessuna indietro". Riscoprire il gusto di cambiare le cose e impedire così che la gente guardi al Pd come fosse un vecchio partito conservatore;
Queste per sommi capi sono le proposte della mozione consultabili per esteso su www. civati. it/temi.
Concludendo, la proposta politica di Pippo Civati vuole essere un grande progetto di rivoluzione culturale, attento all'istanza di cambiamento e al contempo alla valorizzazione delle competenze. Cercando di ritrovare quella sostanza perduta.

* comitato a sostegno
della candidatura di Pippo Civati
a segretario nazionale del Pd

sabato 19 ottobre 2013

19/10/2013 - Grazie ai “Testimoni dell’antimafia sociale”



Nei giorni scorsi si è tenuto alla Fondazione di Piacenza e Vigevano un incontro pubblico promosso da “100 x 100 in Movimento” con Salvatore Borsellino e numerosi protagonisti della lotta al fenomeno mafioso: Pino Maniaci, direttore della tv Telejato con sede a Partinico; IMD, già poliziotto della Catturandi di Palermo;  Massimiliano Perna e Alessandro Gallo di “Caracò”, casa editrice abile a sfruttare le potenzialità della rete come scelta rispetto alla distribuzione tradizionale; Salvo Ognibene di “Diecieventicinque”, magazine che ha le sue radici a Bologna, nato con l’intento di dare il più possibile una panoramica precisa su ciò che avviene nella nostra Regione in ambito sociale, politico e volto a contrastare la criminalità organizzata.
Tanti personaggi , “testimoni dell’antimafia sociale”, con altrettante storie legate fra loro da un unico comun denominatore: quello dell’impegno incessante nel portare avanti valori di giustizia e legalità. Sarebbe soggettivo raccontare com’è andata la serata,  le emozioni  che la stessa ha trasmesso e che i presenti si porteranno dentro come insegnamento futuro.
Tuttavia è significativo portare ad esempio la storia di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, impegnato anima e corpo nel tramandare la memoria del fratello. Da anni in giro per l’Italia, fra incontri nelle scuole e convegni, Salvatore è diventato il catalizzatore di tutti coloro intenti a cercare la verità sui terribili fatti che celebrarono la fine della “Prima Repubblica”.
Una grande speranza di cambiamento la sua riposta soprattutto nei giovani, capaci di dargli la forza per continuare a combattere e a vivere in questo Paese. La sua rabbia al grido di “Resistenza” , detta sollevando con la mano destra un’Agenda Rossa (a simboleggiare quella trafugata dalla borsa del fratello Paolo in via D’Amelio subito dopo l’attentato) risuona come un appello nelle orecchie di tutti coloro che ancor’oggi con testardaggine proseguono nella lotta. 

Andrea Fossati

domenica 31 marzo 2013

28/03/2013 - La Retitudine 11: analisi, spunti e riflessioni su M5S, PD e due parole su Ingroia


Sabato e domenica scorsi si è tenuto ad Acquasparta (TR) uno dei periodici incontri de LA RETE 2018, associazione nata grazie alla volontà del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, già fondatore nel 1991 del “Movimento per la democrazia – La Rete”, con finalità ben precise: “lievito culturale” e “sintesi politica”, senza il livello di rappresentanza istituzionale, dove l’ascolto e la partecipazione sono la vera rivoluzione. (i contributi de LA RETE 2018 possono essere consultati sul sito: www.laretitudine.net )

L’occasione è stata utile per esaminare il quadro politico dopo le elezioni di fine febbraio, con particolare riferimento al risultato del M5S e al conseguente atteggiamento di responsabilità del PD, manifestatosi già con gli 8 punti programmatici lanciati da Bersani  e successivamente con la candidature a Presidenti di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso, accantonando scelte squisitamente partitiche ventilate prima delle elezioni.

Un cambio di linea apprezzabile che può riaprire il dialogo con i cittadini, le associazioni e i movimenti; con chi in altre parole si dice oggi scontento della politica. Naturalmente il suddetto modus operandi deve rappresentare un punto di partenza, da cogliere come opportunità per costruire una visione politica d’insieme mancata fino ad oggi (e mancata totalmente in questa Seconda Repubblica).

La domanda di cambiamento che chiedono i cittadini deve partire proprio dai partiti, che in crisi di consenso e credibilità (il Pdl ha perso più di 6 milioni di voti rispetto al 2008, il Pd circa 4) hanno l’obbligo di riformarsi con una legge del “metodo democratico” che garantisca selezione fin dal basso, maggiore partecipazione, dando così piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione Repubblicana. Altre semplici proposte sono l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e il cambio delle legge elettorale per ridare in mano ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti.

Dai partiti occorre altresì una stagione di netta discontinuità ed il M5S può  fungere in tal senso da grimaldello per l’attuazione di provvedimenti da troppo tempo rimasti nei cassetti: lotta ai  conflitti d’interesse, all’evasione, alla corruzione, alle mafie. Vi è quindi un’esortazione al movimento di Grillo affinché ponga le sue condizioni per far nascere un Governo.

Questa situazione di stallo in conclusione dev’essere un’opportunità per trovare le soluzioni mirate ad uscire dalla crisi economica, sociale, istituzionale che viviamo.

Agli incontri del LA RETE 2018 hanno partecipato molti iscritti ed esponenti dell’Idv, quali l’europarlamentare Niccolò Rinaldi, lo stesso Orlando oltre ad Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione Civile.

Insieme a loro si sono potute analizzare le criticità del progetto politico di RC, più con riferimento al metodo (unione di sigle troppo distanti ideologicamente fra loro) ed ai tempi piuttosto che alla proposta politica vera e propria.

Due parole le volevo spendere su Antonio Ingroia al quale va dato onore e merito di essersi buttato anima e corpo in quest’avventura politica.  E soprattutto di averci messo la faccia, tenendo la schiena dritta, con la consapevolezza di aver lottato  per delle cause giuste. 
Se sbagli ma sei un uomo libero puoi ammettere l’errore e ricominciare daccapo.
In Italia l’attuazione di queste parole rimane molto difficile, d’altronde viviamo in un Paese fondato sul ricatto, sul compromesso, dove vale il vecchio adagio “scherza coi fanti ma lascia stare i santi”. A lui pertanto va sincera gratitudine con l’auspicio che la sua figura possa essere valorizzata come merita.

ANDREA FOSSATI

giovedì 14 marzo 2013

13/03/2013 - Nomina Ghirardelli in Provincia, ennesima occasione persa dalla maggioranza




Non v’è dubbio alcuno sulle capacità e sulle competenze di Manuel Ghirardelli, nominato dal Presidente della Provincia Assessore all’Agricoltura in sostituzione del collega di partito Filippo Pozzi.

Quel che risulta difficile comprendere è come mai, ad un anno scarso dalla scadenza del mandato elettorale, con la concreta possibilità di non andare più al voto per eleggere il nuovo Consiglio, si debba assistere a spettacoli come quelli offerti nell’ultima settimana dalla Lega bramosa d’occupare una poltrona rimasta vuota.

Diverso sarebbe stato se fossimo stati ad inizio o a metà legislatura, con un programma tutto da completare e la legittima pretesa del Presidente di avere una persona di riferimento per portarlo a termine; ma oggi, considerato altresì il contesto di crisi politica, istituzionale e morale che viviamo, un atteggiamento simile com’altro può essere definito se non mera occupazione di un posto vacante ?!.

Pensare quanto ne avrebbe guadagnato l’attuale  maggioranza se, a fronte delle dimissioni di Pozzi, fosse uscita una linea concorde nel proseguire fino al termine del mandato con 7 Assessori, risparmiando sì qualche decina di migliaia di euro, sempre utili data l’attuale crisi, ma soprattutto dando il buon esempio, il segnale che è possibile andare oltre queste logiche.

Invece no, ed anzi il Presidente Trespidi, con la motivazione di voler avere a disposizione per la delega all’Agricoltura una figura d’esperienza a tempo pieno, sceglie per la stessa chi è già Sindaco di Ziano e nel Cda di un’importante azienda come Oto Melara (seppur, come riferiscono i vertici del Carroccio, il mandato sia prossimo alla scadenza). Il contrario di ogni logica.

Dopo aver assistito pochi mesi fa alla farsa del referendum per portare Piacenza in Lombardia con successivo dietro-front, questo è l’ennesimo pasticcio in salsa Pdl-Lega.

Andrea Fossati

domenica 27 gennaio 2013

16/01/2013 - La mia lettera al Presidente Di Pietro



Al Presidente  Antonio Di Pietro

All’organizzazione nazionale On. Rota e On. Messina

Al coordinatore regionale On. Silvana Mura
 
Al coordinatore provinciale Assessore Regionale Sabrina Freda

e p.c. Al coordinamento regionale giovani Emilia-Romagna

 Al coordinamento provinciale Idv Piacenza

 

Oggetto: DIMISSIONI COORDINATORE PROVINCIALE GIOVANI IDV PIACENZA E MEMBRO DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE


Con la presente sono a rassegnare le dimissioni da coordinatore provinciale giovani Idv della provincia di Piacenza e contestualmente da membro del coordinamento provinciale.

Una decisione sofferta, non improvvisa, che vado a compiere per senso di responsabilità, ringraziando in premessa coloro che mi hanno manifestato stima e apprezzamento per il lavoro di questi anni, sia dopo il primo che durante questo secondo mandato.

Insieme a Voi, infatti, ho combattuto con passione tante battaglie politiche, a cominciare dalle raccolte firme per promuovere i referendum: dai quesiti contro il lodo Alfano fino a quelli per il superamento del “Porcellum”.

Ma non solo, Idv è stata in questi anni la casa dell’opposizione di Resistenza. Un movimento post-ideologico, composto da persone di diversa provenienza, identità e parzialità che si sono fatte carico di difendere la legalità costituzionale, essendo gli  intransigenti per eccellenza a Berlusconi e al berlusconismo. 

In questa fase tanti sono stati i momenti positivi e altrettanti i negativi, facendomi provare ora innumerevoli sensazioni. Ho criticato altresì la segreteria locale perché ritengo ineludibili alcune Sue responsabilità dal punto di vista politico, dal mantenimento del doppio incarico, politico e amministrativo, fino alle modalità di coinvolgimento del coordinamento. Ma l’ho fatto, ci tengo a precisarlo, senza nessun astio o risentimento, soltanto ritengo siano state compiute decisioni sbagliate e affrettate (in testa l’uscita a freddo dalla  maggioranza nel comune di Piacenza), per cui nessuna replica a chi ha detto che “so coordinare a malapena me stesso” con in testa il consigliere comunale Samuele Raggi ed una parte del gruppo giovani Idv; anzi  dico a Voi ragazzi che porto dentro il mio animo tanta consapevolezza e serenità. Mai mi sono permesso di attaccarVi dal punto di vista personale e mai lo farò.

L’importanza è riconoscere che ciò che ne deriva da parte mia è giunto a maturazione. Probabilmente oggi una riorganizzazione di Idv, come auspicavo non tanto io, prima dell’Assemblea del 15/12 u.s., ma figure autorevoli come il Portavoce Nazionale Orlando e il Capogruppo al Senato Belisario, non è più sufficiente.

Tuttavia rilevo altresì che non è certo questo il momento di decidere se la mia linea sia giusta o sbagliata.

Arrivati ad una fase cruciale ho deciso pertanto di compiere la suddetta scelta e di rimettere il mandato di coordinatore giovani alla segreteria provinciale e regionale in maniera irrevocabile, ripeto senza alcun rimorso, ma da intendersi come atto d’amore verso il partito a cui ho aderito tanti anni fa, rivendicando soltanto il diritto di dissentire e farlo nelle maniere opportune.

Auguro a tutti voi una buona prosecuzione del nostro impegno politico.


Piacenza, 14 gennaio 2013

Cordialmente,
Andrea Fossati



Da Libertà, leggi anche:  

-Castelli, Beltrani, Petrini lasciano Idv (06-01-13)  

-Freda a Dosi: con conferma Beltrani escludi Idv (07-01-13) 

-Conferma Beltrani: Freda a Dosi sei un debole agli ordini del Pd (08-01-13) 

-Fossati a Freda: prenditi tue responsabilità, attacco giovani Idv (09-01-13)



giovedì 29 novembre 2012

29/11/2012 - Idv, trasformiamo la crisi in opportunità


Intervento pubblicato da Libertà il 28/11/2012

Quella di Idv è stata per molti giovani la prima tessera di partito messa in tasca. Orgogliosamente.

Negli anni di Governo Berlusconi l’azione politica d’opposizione messa in campo dal Presidente Antonio Di Pietro ha rappresentato una grande speranza per combattere le ingiustizie che venivano perpetrate al Paese, catalizzando intorno a sé consensi ed  interesse.

Tanti militanti non si sono mai risparmiati nelle attività di promozione della linea politica nazionale: banchetti, volantinaggi, preparazione d’iniziative pubbliche sui territori erano attività all’ordine del giorno; l’entusiasmo rappresentava il collante che ci teneva uniti per marciare verso l’obiettivo.

Nella fase di crescita il partito è entrato nelle Istituzioni, nei Consigli e nelle Giunta di numerosi Comuni Italiani, rappresentato tutt’ora da centinaia di cittadini prestati alla politica.

Di Pietro ha pertanto svolto un egregio lavoro, con generosità e disponibilità. Ha “battagliato” contro numerose leggi vergogna (Lodo Alfano, Legittimo impedimento…), per la verità nella trattativa Stato-mafia, per contrastare la corruzione, plasmando man mano quel bellissimo strumento che è l’Idv. Certo, di errori ne sono stati fatti tanti, a partire dalla scelta della classe dirigente, tuttavia quest’avventura non merita di finire così, con abbandoni a raffica e crollo dei consensi. Non lo merita Di Pietro, per storia personale e impegno instancabile che lo stesso leader ha profuso nel partito.

Localmente ho potuto leggera la lettera di Samuele Raggi, Consigliere Comunale Idv, che contiene concetti tanto condivisibili quanto veritieri in risposta al fondo di Pierluigi Magnaschi, ma cade nel solito errore: la mancanza d’autocritica che un gruppo dirigente dovrebbe fare prima d’assolversi da sé. A partire dalla maggiore condivisione e collegialità che servirebbero nelle scelte al fine di valorizzare la militanza, per farla sentire parte integrante del progetto; al fine di costruire una linea politica a livello locale.

Idv potrà quindi continuare a vivere se saprà andare nella direzione della coerenza e credibilità, riscrivendo le regole interne del confronto democratico a partire – prendo in prestito le parole del Coord. Nazionale Idv Rudi Russo – dalla democrazia interna dei partiti, esprimendo dirigenti in grado di portare avanti questi architrave. 

Capiamolo. Riorganizziamoci. Trasformiamo la crisi che ci attanaglia in opportunità per portare una ventata di aria fresca.

Andrea Fossati - Italia dei Valori

mercoledì 7 novembre 2012

05/11/2012 - Idv al bivio fra rilancio ed estinzione. Servono buon senso e coraggio per rinnovare una passione


Leoluca Orlando, Massimo Donadi e il Pres. Di Pietro

Da quando è nata, l’Italia dei Valori vive oggi il momento di più profonda crisi che ha portato amministratori, dirigenti e militanti ad interrogarsi sul cosa fare in termini strategici per migliorare la situazione prima delle elezioni politiche. Il bivio in cui ci troviamo in questo momento è fra rilancio ed estinzione. 
Resto convinto in premessa che in questi anni Idv abbia svolto battaglie fondamentali per difendere i diritti dei cittadini, a cominciare dalle innumerevoli raccolte firme per promuovere referendum: contro il Lodo Alfano, per dire no a nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento ed infine per eliminare il “porcellum”. Meriti che vanno dati alle intuizioni politiche di Antonio Di Pietro.

Tutto ciò senza dimenticare l’opposizione intransigente al Governo Berlusconi con le annesse battaglie in difesa della Costituzione, della libera informazione ed il sostegno ai sindacati per riaffermare la centralità del lavoro. Un’esperienza politica, la nostra, di protesta sino alla resistenza e di proposta.

Piano piano, a piccoli passi, anche a Piacenza abbiamo trasformato - grazie alla rilevanza di queste battaglie del nazionale - l’indignazione in buona politica arrivando, insieme a giovani militanti e non, ad atti di abnegazione piena e totalizzante per la causa di Idv.
Persone di diversa formazione ed entità, disposti a percorrere insieme un percorso, con il pregio d’essere accumunati da semplice passione, fatta di ideali, grande spirito di servizio e soprattutto senza alcun secondo fine; ciò ha permesso ad esempio di raccogliere firme pro-referendum e distribuire copie della Costituzione nelle piazze e nelle strade piacentine in pieno inverno o quando altri erano al mare. 

Proprio per i suddetti motivi la fiducia degli italiani cresceva e così pure il numero di adepti a tutti i livelli, ma col tempo facevamo gola non solo ad onesti ma pure -fisiologicamente- a personaggi di dubbia moralità e a coloro che consideravano il partito un taxi elettorale. Vien da sé che allontanare immediatamente chi è stato scoperto commettere fatti gravi non può che considerarsi un punto a favore (vedi Nanni in Emilia-Romagna, Maruccio nel Lazio), ma oggi come oggi non può bastare, occorre prevenire imponendo regole stringenti a monte, dato che i casi non si contano più sulle dita di una mano e gli stessi hanno minato fiducia, entusiasmo e partecipazione, elementi cardine indissolubili per un partito come l’Italia dei Valori.
Soprattutto nei provinciali, lontani dalla luce dei riflettori, si sono potute notare frequenti anomalie.

Leoluca Orlando, Portavoce Nazionale Idv, in una recente intervista ha sottolineato come l’errore di Di Pietro sia stato quello di poter pensare di fare tutto da solo, senza un apparato, errore che a cascata è stato ripetuto dai provinciali.
Occorrerà quindi una riorganizzazione interna di Idv a partire dai territori, valorizzando le competenze della militanza, coinvolgendola maggiormente nelle decisioni (quindi più democrazia, più collegialità di quella vista ora), perchè tutti devono essere considerati risorse fondamentali per il sacrificio e il tempo che dedicano al partito. Insieme a loro dovrà essere costruita una linea politica chiara che sappia far emergere il partito sul territorio.
All’Assemblea Nazionale di dicembre occorrerà quindi intraprendere decisioni drastiche perchè il cammino politico Idv giunga ad una nuova alba. Servono buon senso e coraggio per rinnovare una passione.

Andrea Fossati
Coordinatore giovani Italia dei Valori Piacenza